02/07/2020

CARABINIERI

Vendeva droga e armi ma se la cava con 16 mesi

In casa, il 38enne, aveva stupefacenti ma anche coltelli, picozze, elettrostorditore.

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Arrestato e portato in carcere

ROVIGO - I carabinieri lo avevano arrestato lo scorso dicembre. Tutto era cominciato con un controllo in viale Porta Adige, poi proseguito nell’abitazione di un 38enne di Boschi Sant'Anna, in provincia di Verona, già noto alle forze dell'ordine.

Questi due passaggi, secondo le contestazioni che avevano poi portato al suo arresto, avrebbero condotto a trovare quantità non banali di stupefacenti, ma anche armi di vario tipo: coltelli, picozze, pure un taser, ossia uno storditore elettrico.

Tutto era cominciato quando i militari avevano deciso di controllare l’autovettura Mercedes classe A, condotta dall’arrestato.

Nel corso delle perquisizioni sulla persona e sull’autovettura del 38enne, sempre secondo questa ricostruzione dei fatti, era stato rinvenuto un piccolo involucro con all’interno cocaina, eroina ed ecstasy. Poi, ancora, una picozza, due coltelli a serramanico e anche uno storditore elettrico che l'uomo, probabilmente, deteneva a fini di difesa personale.

Una successiva perquisizione domiciliare avrebbe consentito di rinvenire a casa dell’interessato complessivamente: 3,132 grammi di cocaina, suddivisa in tre dosi; 72,255 grammi hashish, suddiviso in tre pezzi; e 10,029 grammi di eroina, suddivisa in cinque dosi; una pastiglia di ecstasy oltre a vario materiale per il confezionamento dello stupefacente, undici telefoni cellulari; quattro coltelli e due manette. Senza tralasciare 845 euro in contanti, probabile provento di spaccio. Tutto sequestrato.

L’arrestato aveva trascorso la notte nella camera di sicurezza dei carabinieri, al comando provinciale, per poi comparire, in mattinata, di fronte al giudice per la convalida. Difeso dall’avvocato Francesco Luigi Trapella, dopo la convalida aveva ottenuto di potere tornare in libertà, con l’unico obbligo della firma alla polizia giudiziaria, in attesa del processo per direttissima.

Processo che è stato celebrato ieri mattina, con la difesa che è riuscita a contenere la pena a un anno e quattro mesi, pena sospesa, e con il venire meno anche dell’ultima misura cautelare in essere, relativa all’obbligo di firma.

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