20/10/2020

CARCERE MINORILE

“Non lasceremo arrivare questa imposizione dall’altro senza combattere”

La maggioranza è al lavoro per preparare una mozione da sottoporre al consiglio comunale per dire no al carcere minorile in centro città

“Non lasceremo arrivare questa imposizione dall’altro senza combattere”

ROVIGO - Non è chiaro se si possa ancora tornare indietro, ma il sindaco annuncia: “Non lasceremo arrivare questa imposizione dall’altro senza combattere”. Edoardo Gaffeo spiega che, a differenza delle voci che stanno circolando sulla prossima seduta di consiglio comunale monotematica sul tribunale, in consiglio sarà portata una mozione, alla quale sta lavorando la maggioranza, per dire “no” al carcere minorile in via Verdi.

“Quello su cui stiamo lavorando è una mozione delle forze di maggioranza per chiedere che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ripensi al progetto di trasferimento del carcere minorile. Questo poi avrà una serie di ripercussioni, certo, ma noi come città vogliamo riacquistare il diritto di interloquire con l’amministrazione penitenziaria. E di dire la nostra – spiega il primo cittadino - Non avere voce in capitolo su un tema così delicato come il trasferimento di un carcere minorile è sbagliato. Con un carcere minorile ci sono una serie di elementi da tenere in considerazione decisamente rilevanti: si tratta di ragazzi che devono seguire la scuola, si parla di attività di natura psicologica, reinserimento, una serie di temi su cui il Comune dovrebbe essere coinvolto in prima persona . Ed è quello che noi chiediamo. Inoltre, se proprio Rovigo è stato scelto per ospitare il carcere minorile, almeno possiamo avere il diritto di decidere dove. E non deve essere in via Verdi”.

“Qualcuno sostiene che questo progetto possa essere fermato - continua - Io posso cercare di fermarlo orientando il dibattito. Nessuno fin’ora ci ha mai provato. E’ necessario provarci. Se non riusciamo a smarcare questo tema. La città deve essere coinvolta. Non è possibile che un capoluogo di provincia che pretende di esserlo non possa gestire quel tipo di servizio. Ma non è accettabile brancolare nel buio. La città vuole poter dire la sua”.

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