29/03/2020

ROVIGO

Avrebbero simulato una rapina per far sparire 68mila euro

La ragazza avrebbe detto di essere stata rapinata e picchiata. L'episodio, a settembre 2018, aveva destato allarme in città

"Picchiata e rapinata": tutto falso, per far sparire 68mila euro

I carabinieri il giorno della rapina, all'esterno del locale

ROVIGO - L'episodio, a settembre 2018, nella notte tra il 12 e il 13, aveva destato allarme, a Rovigo. La dipendente della Mega Sala Vlt di viale Porta Po, a Rovigo, una giovane straniera di 23 anni, sarebbe stata aggredita, poco prima dell'alba, da un bandito che, entrato col volto nascosto, la avrebbe colpita con un pugno, fuggendo poi con l'incasso, una somma non banale, dal momento che si parla di quasi 70mila euro. La donna era stata anche portata in ospedale a Rovigo, al pronto soccorso, per un veloce esame delle sue condizioni, per fortuna non allarmanti.

Una ricostruzione dei fatti che, però, secondo gli inquirenti, presentava vari problemi. Una impressione andata via via rafforzandosi, sino all'incredibile epilogo: per i carabinieri sarebbe stata tutta una finta, una rapina simulata per mascherare il furto, al quale avrebbe quindi partecipato anche la giovane donna, come parte attiva. Tre gli attori principali della vicenda: oltre alla giovane, il romeno di 30 anni, residente a Rovigo, che avrebbe materialmente eseguito la finta rapina; un connazionale di 24 anni, che avrebbe svolto il ruolo di palo e di autista; infine, un connazionale di 35 anni che avrebbe cercato di ostacolare le indagini, fornendo ai carabinieri, nelle settimane successive all'episodio, false informazioni.

Nella mattinata di giovedì 23 gennaio, il  fintorapinatore è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione, oltre al risarcimento nei confronti della parte civile, la società cui apparteneva la somma rubata, assistita dall'avvocato Marco Casellato di Adria, di 60mila euro, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 20mila euro. Il processo si è svolto con la forma del rito abbreviato. La giovane ha invece scelto la strada del giudizio ordinario, mentre gli altri due connazionali avevano già in precedenza patteggiato la pena.

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