20/10/2020

POLITICA

"Università a Rovigo? Basta che non siano solo promesse"

Il duro commento di Lorenzo Rizzato, consigliere comunale della Lega

"La biblioteca universitaria deve essere trasferita in centro"

ROVIGO - "Università fa rima con prosperità e non è un caso. Credere nello sviluppo del settore universitario nella nostra città è sicuramente una scelta lungimirante" così esordisce il consigliere comunale leghista Lorenzo Rizzato.

Che continua: "Ho letto una nota dell'assessore Tovo sull'intenzione delle università di Padova e di Ferrara di realizzare una nuova facoltà nel nostro capoluogo polesano, oltre all'intenzione di realizzare una card di sconti per gli studenti universitari, come proposto dal sottoscritto.  Per quanto riguarda la realizzazione di nuovi corsi di studi nella nostra città non posso che essere favorevole dato che a indicare e proporre tale scelta sono stato proprio io in diverse occasioni: in consiglio comunale e sulla stampa locale".

"Credere nell'università secondo me vuol dire anche sostenere il commercio, il ragionamento è semplice: più gente (studenti in questo caso) si ferma a Rovigo e più caffè, pause pranzo ed altri beni vengono acquistati e ciò chiaramente creerebbe un indotto economico non di poco spessore. L'economia della città trarrebbe giovamento: per non parlare poi del mercato degli affitti agli studenti, altro settore che si sta notevolmente sviluppando a favore dell'economia rodigina".

"Spero però che quelle dell'assessore non siano soltanto promesse che poi non porteranno a nulla. Spero che da parte sua ci sia massima attenzione ed impegno per portare a casa questo risultato per la città di Rovigo, altrimenti ci faremmo sfuggire l'ennesima occasione. L'occasione non solo di investire nel futuro economico di Rovigo, ma anche di recuperare qualche edificio inutilizzato della nostra città.  La nuova facoltà infatti avrà bisogno di una sede: a suo tempo avevo proposto l'ex liceo Celio e Palazzo Riccoboni, sull'ex liceo Celio il Partito poco Democratico' ci fece trovare un progetto sull'Innovation Lab già impacchettato senza darci la possibilità di un confronto democratico in cui proporre le nostre alternative, quindi questo edificio molto probabilmente non verrà considerato".

"Stesso discorso per Palazzo Riccoboni che da struttura storicamente scolastica verrà trasformata in sede dei servizi sociali e della polizia locale per scelta di questa amministrazione che non ha assolutamente ascoltato le alternative. Per citare un'alternativa all'ex liceo e palazzo Riccoboni, se mai le promesse di Tovo si dovessero concretizzare, si potrebbe realizzare una cittadella universitaria all'interno dell'ex caserma Silvestri, data la sua grandezza e la vicinanza al centro storico".

"Per quanto riguarda invece la card universitaria, la giunta non fa altro che copiare una mia proposta. Quello che mi lascia perplesso non è il fatto che si realizzi la mia proposta, che anzi mi fa piacere, ma quello che mi lascia stranito sono le tempistiche. La mia proposta risale alla fine del mese di agosto e ricevetti il sostegno pubblico dalle associazioni di categoria dei commercianti, sia da parte di Confcommercio sia da parte di Confesercenti. Personalmente ritengo che in meno di un mese si potesse realizzare tutto, cioè in tempo per il nuovo anno accademico. Invece ad oggi nulla è stato ancora fatto e l'assessore stesso ha dichiarato che si dovranno aspettare ancora diversi mesi, ma io mi domando: quanto ci vuole a convocare un tavolo con i commercianti e prendere delle scelte condivise su questo tema?".

"Ho letto inoltre, che sarà il Cur a finanziare questo progetto, con soldi pubblici si compreranno delle tessere, uno spreco secondo me perché come dissi a suo tempo: questo progetto potrebbe addirittura non comportare alcun onere economico per la collettività: lo studente per sfruttare le scontistiche potrebbe semplicemente mostrare la card della propria università di cui è già in possesso, allargando così anche la platea degli studenti che ne potrebbero usufruire ed allargando, quindi, il numero dei possibili clienti per i commercianti. Quindi, in questo caso, il Comune (e il Cur) non spenderebbe un centesimo della collettività. Il suo ruolo sarebbe quello di semplice coordinamento delle attività dei commercianti".

"Dopo tutti questi mesi di nulla, mi sono però fatto l'idea che evidentemente la giunta, che si vanta tanto delle proprie competenze, non riesca nemmeno ad adempiere ad un così semplice e banale compito. L'amministrazione avrebbe potuto risolvere il problema in poche settimane, non avrebbe speso un centesimo e avrebbe 'preso due piccioni con una fava': sia gli studenti che i commercianti sarebbero stati contenti e soddisfatti. Ed invece, ad oggi, il nulla, oltre al vicesindaco che dice di dover ancora aspettare.. Che cosa, non si sa, forse che si sveglino dal letargo".

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