20/10/2020

TRIBUNALE

Si offrono sessualmente ai poliziotti per evitare l'identificazione

Erano in strada per prostituirsi e temevano le conseguenze del controllo. Sono state denunciate e condannate a sei mesi

Trovate in strada a prostituirsi, offrono sesso ai poliziotti

ROVIGO - Avrebbero cercato di evitare il controllo, del quale evidentemente temevano le conseguenze, offrendosi sessualmente ai poliziotti che, a metà febbraio del 2017, stavano conducendo un giro di controllo serale in Commenda. Qui, in strada, non distante da viale della Pace, avrebbero trovato le due donne, risultate poi brasiliane, in regola nel nostro Paese, oggi di 37 e 48 anni.

Il luogo, il contesto e l’abbigliamento delle due aveva fatto pensare ai poliziotti, come spiegato ieri di fronte ai giudici del Collegio di Rovigo, che potesse trattarsi di escort che stessero cercando di adescare un qualche cliente o che comunque stessero attendendo di essere invitate da qualcuno. Una impressione riuscita rafforzata da quanto sarebbe accaduto nel prosieguo del controllo.

Secondo il capo di imputazione, infatti, le due donne avrebbero cercato di evitare di consegnare i documenti. Una, in particolare, si sarebbe aperta il cappottino, mostrando le proprie parti intime, poi si sarebbe seduta sul marciapiede, aprendo completamente le gambe. Intanto, la compagna avrebbe chiaramente invitato i carabinieri a salire tutti nel loro appartamento per “fare festa”. Una chiara proposta sessuale, secondo le contestazioni, per evitare il controllo.

Ieri, nel corso del processo, è emersa una volontà in parte differente. I poliziotti che sono stati ascoltati, infatti, hanno in realtà spiegato come la condotta delle due donne sarebbe stata in parte differente. Laddove, infatti, una in effetti avrebbe cercato in ogni modo di evitare la verifica dei documenti, l’altra non avrebbe fatto particolari difficoltà, cambiando però atteggiamento visto quello adottato dalla connazionale.

Sulla base di queste testimonianze degli operanti, il pubblico ministero aveva domandato una assoluzione e una condanna a due anni e otto mesi. Differente la decisione del collegio, che ha invece optato per una condanna a sei mesi per entrambe le imputate, con sospensione condizionale della pena. Un verdetto che, ora, potrà essere impugnato in Appello dal difensore, l’avvocato Massimiliano Lain, una volta lette le motivazioni.

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