08/04/2020

VIOLENZA SULLE DONNE

Palpeggiava le sportive in ciclabile. Condannato un 22enne

Avrebbe palpeggiato 3 giovani donne mentre facevano sport. Ci sarebbe stata anche una minaccia di morte

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ROVIGO - Tra il 15 e il 23 novembre 2017, avrebbe teso un vero e proprio agguato a tre giovani appassionate di camminate e di corse sulla ciclabile Baden Powell di Rovigo. Tre giovani donne oggi di 21, 22 e 39 anni, palpeggiate all’improvviso mentre stavano facendo sport.

Una esperienza traumatica e violenta, descritta dalla più giovane delle tre come tremenda. “Ancora oggi, dormo male, mi sogno di avere ancora la sua mano lì - ha raccontato ai giudici del Collegio, in lacrime - E cerco di uscire il meno possibile da sola, perché ho sempre paura che possa accadermi qualcosa all’improvviso, qualcosa di brutto”.

Episodi avvenuti a distanza di tempo ravvicinatissima, mai visti prima - per fortuna - in città, che avevano suscitato un grande allarme sociale. Tanto che, per venire a capo il prima possibile della situazione, era entrato in azione un vero e proprio pool di investigatori, sia dei carabinieri che della polizia.

In questo modo, era stato possibile individuare un 22enne del Kosovo, ritenuto responsabile delle violenze. Avrebbe agito sempre nella stessa maniera: in sella a una mountain bike vecchio modello, con il viso nascosto da una lunga sciarpa, che lasciava scoperta solo la zona degli occhi, attendeva di individuare la vittima, poi la seguiva e, nel superarla, la toccava con violenza.

“Mi sono sentita quasi sollevare da terra - ha raccontato la giovane ascoltata in tribunale - e ho sentito molto male”.

A difendere l’imputato, l’avvocato Federica Doni del foro di Rovigo. Due delle tre vittime hanno scelto di costituirsi parte civile, una delle quali con l’avvocato Elena Perini, sempre del foro di Rovigo.

Nel corso dell’udienza, sono stati sentiti anche alcuni degli investigatori che hanno lavorato al caso, riuscendo a individuare quello che viene ritenuto il responsabile delle violenze. Il procedimento è quindi stato aggiornato al prossimo 27 febbraio, quando rimane da sentire una della donne palpeggiate, per poi sottoporre l’imputato all’esame, che ha intenzione di affrontare. Poi, discussione e sentenza.

L’ipotesi principale contestata per tutti e tre i casi è quella di violenza sessuale. C’è anche un episodio di minacce, perché il 22enne avrebbe minacciato di morte una donna che, giorni dopo i fatti, lo aveva incrociato in ciclabile, intimandogli di fermarsi. Avrebbe minacciato, in particolare, di ucciderla annegandola nel canale che costeggia il tracciato.

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