02/06/2020

IL CASO

Samira secondo gli investigatori è stata strangolata

Arrestato il marito ma si continua ad indagare per trovare il corpo

Samira, nuovo, accorato appello in tv per lei

Samira El Attar, 43 anni, con la figlioletta

ROVIGO - Di certezze, al momento, non ce ne sono. Non solo perché siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, ove cautela e condizionali sono d’obbligo. Ma anche perché, soprattutto, mancano - o mancavano sino al momento in cui l’indagato ha espatriato - elementi di colpevolezza ritenuti forti abbastanza.

Anche ora che, in questo quadro, il tentativo di Mohamed Barbri di allontanarsi alla chetichella ha aggiunto un riscontro ritenuto non secondario dagli inquirenti, il mosaico è comunque ben lontano dall’essere supportato da quegli elementi che sono indispensabili per affrontare un eventuale processo.

Ci sono, certo, idee e ipotesi, ma si deve tenere presente di come, al momento, anche le perquisizioni nell’abitazione dell’indagato non abbiano mai consentito di trovare riscontri indicativi del fatto che, in quelle stanze, sia stato commesso un omicidio. Eppure, è esattamente questa l’ipotesi ritenuta, al momento, maggiormente verosimile. Samira sarebbe morta lo stesso giorno in cui è sparita. Il 21 ottobre. Sarebbe entrata in casa, in altri termini, per non uscirne mai più. Perlomeno, non da viva.

Le tracce di Samira si perdono, appunto, quel giorno. Il 21 ottobre. Torna a casa, si ferma da una vicina per prendere alcuni abiti per la bimba di quattro anni. Poi, più nulla. Zero. Ma per quale motivo il marito, che ha sempre detto di amarla sopra ogni cosa, la avrebbe dovuta uccidere? Secondo la Procura e i carabinieri di Padova, il movente ci sarebbe. Doppio, addirittura: sentimentale ed economico.

Barbri potrebbe avere agito temendo che la moglie avesse intenzione di allontanarsi da lui. Secondo alcune testimonianze, pare che la donna avesse chiesto un incontro con i servizi sociali del Comune, proprio con l’intenzione di avviare un percorso di vita autonomo, separato da quello del marito. In questo caso, oltre alle conseguenze a livello affettivo, il 40enne avrebbe subito anche, ipotizzano gli investigatori, una perdita economica, legata al trattamento accompagnatorio per la bimba, che ha un problema di salute. Siamo sempre, doveroso precisarlo, nel campo delle ipotesi.

Per la dinamica dell’omicidio, invece, ci sarebbe anche in questo caso una ipotesi, formulata in via sostanzialmente deduttiva, ossia ragionando su quello che, nel corso delle perquisizioni, non si è mai trovato: zero tracce di sangue in casa, per esempio. Possibile, allora, ipotizzano gli inquirenti, che la sventurata possa essere stata strangolata.

E il corpo? Questa è, davvero, la grande incognita. La domanda alla quale Procura e carabinieri vorrebbero trovare il prima possibile una spiegazione. Al momento, nessuna risposta. In ottica processuale, sarebbe importante, dal loro punto di vista, trovarne una. Ci sono - è vero - casi di condanne, anche molto pesanti, per omicidio, senza che il corpo sia mai stato rinvenuto. Ma non sono tante. E si tratta, sempre di un percorso in salita.

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