02/04/2020

AMBIENTE

Lo smog schizza ancora in alto: quota 76

In particolare a quota 76, registrando così l’ottavo sforamento negli ultimi 10 giorni.

Lo smog schizza ancora in alto

ROVIGO - E’ tornata la cappa di smog. Non solo su Rovigo, ma in tutto il Veneto. E’ durata solo due giorni la tregua delle polveri sottili che dopo dieci sforamenti di fila della soglia di guardia erano scese sotto quota 50. Ma l’ultima rilevazione Arpav, relativa a venerdì scorso, ha evidenziato che il livello di pm10 è nuovamente schizzato in alto. In particolare a quota 76, registrando così l’ottavo sforamento negli ultimi 10 giorni.

Resta, quindi in vigore l’allerta arancione e quindi il blocco del traffico relativamente alle auto più inquinanti. Da alcuni giorni a Rovigo è in vigore l’ordinanza che in caso di quattro sforamenti consecutivi impone lo stop ai veicoli più inquinanti. Un blocco, scattato in tante città del Nord Italia, che ha già fatto scattare numerosi controlli da parte della polizia locale e anche le prime multe.

Lo smog alle stelle non è solo su Rovigo, ma in tutto il Polesine, ad Adria, ad esempio dopo tre giorni di sotto soglia, è stata superata la quota 50 (microgrammi per metro cubo di aria) toccando il livello 55.

La cappa di aria irrespirabile è un fattore comune in quasi tutto il Veneto, dove si salva solo Belluno, che può beneficiare della vicinanza delle montagne. Le altre città hanno visto le centraline Arpav fermarsi su numeri vicini alla quota 100, (che identifica l’aria pessima, mentre tra 50 e 10 l’aria si definisce scadente). Tutto il Veneto, quindi, e gran parte della Pianura Padana arrancano sotto la pressione di uno smog che sta raggiungendo livelli record.

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