04/07/2020

SANITA’

In Polesine erano in 40 ad essere a rischio. Ma il tar cambia le cose

I sindacati della sanità pubblica polesana, anzi di quella veneta, tirano un enorme sospiro di sollievo

In Polesine erano in 40 ad essere a rischio licenziamento. Ma il tar cambia le cose

ROVIGO - Quaranta posti di lavoro salvi. E molti altri in arrivo. I sindacati della sanità pubblica polesana, anzi di quella veneta, tirano un enorme sospiro di sollievo. Salvi 40 operatori sociosanitari assunti dall’Ulss 5 Polesana (e moltissimi altri in Veneto, parliamo di qualche centinaio di lavoratori) dopo il rigetto del ricorso al tar contro le procedure di assunzione messe in campo dall’Azienda Zero per le Ulss venete.Centinaia di lavoratori erano schiacciati tra due grandi, enormi, problemi che, in sintesi, potevano trasformarsi della perdita del lavoro appena ottenuto.

In primo luogo c’era la questione della metodologia di scorrimento delle vecchie graduatorie per l’assunzione adoperata dal Veneto per assumere Oss in barba alla normativa nazionale. Secondo lo Stato, infatti, non sarebbe più stato possibile, all'occorrenza, scorrere le graduatorie già costituite con i precedenti bandi di concorso. Quelle graduatorie andavano “cestinate” al termine del primo giro di assunzioni per il quale erano state costituite. Erano quasi quaranta gli operatori sanitari assunti rimasti, di punto in bianco, in bilico, anzi, nel rischio di rimane a casa o, nel migliore dei casi, imbattersi in una lotta senza fine tra le aule di un tribunale per non perdere il posto di lavoro finalmente ottenuto. E quaranta era solo il numero degli assunti nella Ulss 5 Polesana, quando invece, il personale coinvolto, era molto superiore. Parliamo appunto delle graduatorie dei concorsi per l’assunzione di operatori socio-sanitari (oss) e infermieri.

La regione del Veneto, infatti, in carenza di personale, aveva deciso, a differenza di ciò che prevede invece la normativa nazionale, di provvedere all’assunzione di operatori attraverso lo scorrimento delle graduatorie. Una scelta che la Regione aveva giustificato con il fatto che, in effetti, l’organico era talmente ridotto all’osso da non poter fare diversamente. Una motivazione che, non aveva, però, convinto lo Stato che aveva deciso di fare ricorso contro la Regione aprendo un enorme drammatico dubbio: cosa ne sarebbe stato del personale assunto o in attesa di assunzione, che aveva ottenuto il posto proprio grazie alle graduatorie di concorso a scorrimento? Una questione che si è risolta grazie ad un emendamento contenuto nella nuova legge di stabilità che riporta al passato la procedura. Si può assumere con le graduatorie a scorrimento.A questo punto, però, restava il problema del ricorso al Tar per vizi di forma nelle graduatorie realizzate da Azienda Zero. Graduatorie bloccate in autotutela dalle Ulss.

Alcune aziende sanitarie avevano mandato ai neoassunti lettere nelle quali spiegavano, appunto, che era in corso un procedimento al Tar e che solo all’esito di questo sarebbe stato possibile confermare o, al contrario, annullare, l’assunzione. A fare chiarezza è stato il tribunale amministrativo regionale che si è definitivamente pronunciato sul ricorso dichiarando “inammissibile per difetto di giurisdizione la domanda di annullamento dei contratti medio tempore stipulati tra le Aziende e i vincitori del concorso”, estromettendo le Ulss dal giudizio, dichiarando appunto, “il ricorso inammissibile” e respingendo quindi “la domanda risarcitoria”.

“Con la sentenza in oggetto viene messo definitivamente un macigno sulla vicenda togliendo ogni alibi, garantendo alle aziende sanitarie del Veneto la possibilità di adeguare il proprio organico degli oss – commenta entusiasta per la Uil fpl, settore sanità, Cristiano Pavarin - Un grande successo per chi ci ha sempre creduto, senza alimentare inutili allarmismi. Come detto non ci saranno ostacoli per provvedere nel senso delle assunzioni programmate. Non secondario, sul versante occupazionale, che molti oss rodigini hanno scelto di fare concorsi in altre Ulss del Veneto, soprattutto Padova, quindi sarà un’occasione importante che riguarderà le sorti di diversi polesani che finalmente potranno ottenere un posto di lavoro prima bloccato. Molti di loro, tra l’alto, sono operatori attualmente in servizio presso le case di riposo che a loro volta dovranno provvedere alla sostituzione, attivando una sorta di vortice di assunzioni positivo per il territorio”.

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