31/03/2020

IL GESTO

A ritrovare il portafoglio e restituirlo è stata la campionessa

Tarè Bergamo, tornando dagli allenamenti, ha trovato un portafoglio con 1800 euro. Ed è corsa dai vigili per farlo riavere al proprietario

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Tarè Miriam Bergamo

ROVIGO - Il 2019 si è concluso con un grande gesto di onestà. Un gesto che stupisce, fa riflettere e commuove.

Anche la polizia locale di Rovigo si è commossa, trovandosi davanti una ragazza di 15 anni, con in mano un portafogli perso con 1.800 euro dentro in 18 pezzi da 100 euro.

E' Tarè Bergamo, campionessa polesana di lancio del disco, a dare lezioni di onestà. Erano le 19 di lunedì 30 dicembre quando dopo gli allenamenti a Padova, la 15enne si trovava sul treno per tornare a Rovigo. All’altezza di Stanghella, un uomo di 54 anni, artigiano di Stanghella, ha lasciato inavvertitamente sul sedile il portafogli con dentro ben 1.800 euro, frutto del suo lavoro.

La ragazzina raccoglie il portafogli e con il cellulare scarico non riesce a chiamare il papà per avvisarlo del ritardo, ma deve assolutamente riconsegnare i soldi.

Così, mentre a casa sono in pensiero perché la minorenne non è ancora tornata a casa da Padova, si presenta al comando dei vigili urbani di viale Oroboni. La polizia locale non crede ai propri occhi. Innanzitutto avverte la famiglia, poi l’artigiano che era disperato e si apprestava a trascorrere un pessimo Capodanno.

L’uomo insiste per ricompensare la campionessa 15enne, che ripete “ho solo fatto il mio dovere”, con una semplicità che spiazza.

Alle 21 arriva al padre in messaggio del vigile urbano che ha redatto il verbale di consegna dell’oggetto ritrovato. “... Volevo dirle di essere orgoglioso di sua figlia, una ragazza educatissima, vista la sua età poteva certamente festeggiare con i suoi amici un bel Capodanno! E invece i suoi genitori le hanno insegnato altri valori che, purtroppo, oggi si stanno sempre più perdendo... Ripeto per il mio lavoro ne vedo di ragazzini arroganti, sua figlia mi ha commosso e reso felice perché esiste ancora umanità... grazie!”.

La notizia è così arrivata al sindaco Edoardo Gaffeo, che ha voluto ringraziare pubblicamente la giovane.

Tarè, mamma del Delta del Niger e papà italiano. 15 anni, un fisico imponente, 1.81 cm di altezza per 78 chili, numeri che in atletica leggera si traducono in tanti titoli regionali e triveneti nel salto in alto, nel getto del peso e nel lancio del disco. Ma, soprattutto, 3 titoli italiani negli ultimi 3 anni: 2017 Trofeo Coni prove multiple (60 mt, salto in lungo, getto del peso) ad Ancona; 2018 Rieti, Campionessa italiana di lancio del disco categoria cadette; 2019 Forlì, Campionessa italiana di lancio del disco categoria cadette. Una grande passione che coltiva con un impegno e una maturità rari in un’adolescente. Dopo nove anni al campo Coni di Rovigo ora si allena all’Arcella di Padova quattro volte la settimana. Pur di inseguire i suoi sogni, dopo la scuola mangia un boccone al volo, riparte da casa alle 14.40, prende il treno e torna alle 21... Cena e poi... studia di notte. Grazie alla mediazione di Jerry Ercolini, suo mentore fin dalla prima infanzia, Tarè promuove l'atletica leggera nelle scuole dove incontra gli studenti raccontando storie di sfide, vittorie e sconfitte, sudore e fatica, resistenza al freddo ma, soprattutto, alle amarezze derivanti dall’incompatibilità del suo modo di essere con l' egocentrico mondo "adulto" che tanti danni fa anche nello sport . Altra figura centrale nella formazione umana e sportiva di Taré é l’allenatore Giovanni Migliorini.

La campionessa di lancio del disco, da oggi è campionessa di civiltà e onestà.

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