04/07/2020

TEATRO SOCIALE

Magia e incanto grazie al “Paese dei campanelli”

Prosegue con grande successo la stagione lirica. La storia ambientata in Olanda strappa applausi e risate al pubblico rodigino

Al Sociale il Paese dei campanelli

ROVIGO - Esilarante e coinvolgente. “Il Paese dei campanelli”, è riuscito a portare allegria con quel giusto pizzico di leggerezza, che caratterizza l'operetta, al numeroso pubblico presente al Teatro Sociale di Rovigo.

Appartenente agli spettacoli proposti dal teatro sociale, nell’ambito della stagione lirica, “Il paese dei campanelli” ha tratti romantici e sognanti; l’amore narrato tra i protagonisti Nela (soprano) e Hans (tenore) è tipico della lirica, alternato al ritmo jazz delle vicende comiche che vedono in scena la coppia comica Bon Bon- La Gaffe.

Ambientato in un paesino olandese, protagonisti della vicenda sono i pescatori e le loro mogli, nella loro vita bucolica che caratterizza i loro luoghi. La loro serenità all’apparenza è imperturbabile, ma una nave di marinai inglesi, rompe gli equilibri corteggiando con enfasi le donne. Dalla parte dei mariti, c’è un’antica leggenda locale, per la quale nel caso in cui venisse consumato un tradimento, i campanelli delle casette inizierebbero a suonare, avvisando chiunque del misfatto.

Avvenuto uno scambio di coppie, tra marinai e pescatori, e rispettivi coniugi, viene ristabilita una situazione di equilibrio: le mogli dei marinai con gli abitanti del paese, i marinai con le divertenti abitanti fiamminghe. Scroscio di applausi finale e risate durante lo spettacolo, per questo terzo appuntamento con la stagione lirica, firmato da Alessandro Brachetti per la regia, da sempre autore di spettacoli corali, con maestro concertatore e direttore d'orchestra Stefano Giaroli. Sul palco la Compagnia di operetta Teatro Musica Novecento, con grandi interpreti che hanno saputo creare quel giusto mix tra romanticismo e sogno. “La Compagnia -ha sottolineato Giaroli - segue fin dalla sua nascita, una linea ben precisa: non sacrificare la parte musicale”. Lo hanno dimostrato tramite la bella performance dell'orchestra Cantieri d'Arte, il corpo di ballo Novecento con le coreografie di Salvatore Loritto ed i costumi, di Artemio Cabassi.

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