04/04/2020

ADRIA

Casa di riposo, un consiglio comunale sulle nomine del cda

Il 10 gennaio si terrà il consiglio comunale per discutere sulle nomine fatte dal sindaco Barbierato per il cda del Csa

I tanti tavoli della rivoluzione di Adria

Omar Barbierato

E’ durata 48 ore la tregua natalizia sulla polemica scatenatasi dopo le nomine del sindaco Omar Barbierato per il futuro cda della casa di riposo. Il sindaco ha indicato i tre che rappresentano la maggioranza civica, ovvero Simone Mori, in predicato di diventare presidente, quindi Mauro Colombo e Daniela Pasquali. Scelte legittime sulle quali nessuno ha obiettato. A infiammare lo scontro politico è la scelta di Graziella Braghin in rappresentanza dei familiari degli ospiti, pur non essendo un familiare, primo strappo alla regola.

Ma questa non ha neppure ottenuto il consenso dell’assemblea dei familiari convocata dallo stesso primo cittadino: alla prova del voto ha raccolto 3 consensi contro i 15 di Claudio Rossi. Barbierato ha cercato di giustificare la propria scelta, secondo strappo alla regola, sostenendo che a inizio assemblea aveva dichiarato che il voto non sarebbe stato vincolante. In effetti lo ha dichiarato: allora non si capisce perché si è andati al voto. Ma ormai la frittata è fatta.

Ha cercato di stigmatizzare la candidatura di Rossi come appartenenza politica, come se la sua sponsorizzazione per la Braghin non fosse una “benedizione” politica. Non sapendo più a che cosa aggrapparsi, ha anche messo sul tavolo le competenze: dopo aver scelto tre professionalità amministrative-contabili, ha deciso che dai familiari doveva emergere una competenza socio-sanitaria, senza spiegarlo a nessuno. Come se non bastasse, dopo aver nominato due uomini e una donna, Barbierato ha rispolverato la parità di genere definendola “una cosa importante per me”, così ha optato per la Braghin invece di Rossi.

Le giustificazioni a posteriori adottate dal sindaco non fanno altro che confermare che l’assemblea dei familiari è stata una farsa e così i gruppi politici di minoranza hanno chiesto a Barbierato di riferire in consiglio comunale che dovrebbe riunirsi entro il 10 gennaio. A questo punto tutto lascia pensare che la minoranza non indicherà il proprio nominativo prima del 10 gennaio.

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