31/03/2020

ROVIGO

"Commenda, un (altro) anno da dimenticare"

La lunga lettera di Flavio Ambroglini, console provinciale dei Maestri del lavoro, sulla situazione del quartiere rodigino

ROVIGO - "Il quartiere Commenda di Rovigo, sviluppatosi a partire dagli anni ’50 dello scorso secolo, ha sempre un po’ patito il ruolo di “Cenerentola” quanto ad attenzioni da parte delle varie Amministrazioni comunali, specialmente negli ultimi anni.      Qualcuno potrà obiettare che coloro i quali vi abitano, non sono gli unici ad essere così “fortunati” in città: vuoi per distrazione, piuttosto che per disinteresse o altre amenità. Sta di fatto che, comunque, tra i residenti della zona è ormai consolidata la percezione di abbandono per le attuali condizioni in cui versa l’intero quartiere" inizia così la lunga nota di Flavio Ambroglini, console provinciale dei Maestri del lavoro.         

"Le strade ed i marciapiedi sono veri e propri colabrodo, sia per la vetustà dell’asfalto che per il continuo rattoppare i troppi scavi ripristinati maldestramente o buche molto pericolose che si aprono causa precedenti interventi inadeguati che per dirla in dialetto sono il famoso “tacòn pezo del sbrego". Lo stesso comparto compreso tra viale della Pace e via Frassinella, riasfaltato dopo mesi di scavi per la posa di sottoservizi, si presenta oggi in ordine quanto a strade: peccato che la riasfaltatura sia stata fatta senza sistemare i marciapiedi ancora distrutti ed i cigli di tutte le strade si presentano frastagliati e non consolidati, preda quindi di un rapido degrado. Viale Gramsci, diventata ormai una sorta di variante di penetrazione verso il centro città per l’alto volume di traffico che vi transita ad elevata velocità, è costellata di buche, sporca, con marciapiedi sconnessi, specie in largo Donizetti, e priva di attraversamenti pedonali sicuri per le migliaia di studenti che la percorrono dal polo scolastico verso la stazione delle autocorriere e viceversa. In quel che resta di viale Europa, un tempo strada con un bel filare di robinie, marciapiedi ed asfaltature in ordine; oggi somiglia ad una strada in terra di nessuno tra il confine di due stati. Ci sono in verità, posti a filare, una serie di platani all’interno della proprietà dell’ex ospedale Maddalena: alberi altissimi che minacciano di cadere rovinosamente ad ogni nubifragio sulle prospicenti abitazioni: a nulla sono servite le mie segnalazioni dello stato di pericolo – l’ultima lo scorso luglio quando due alberi caddero schivando per pura fortuna due abitazioni, una delle quali del sottoscritto -  e del fatto che gli svariati quintali di foglie prodotte da queste piante o tappano letteralmente i tombini o finiscono nelle grondaie delle case, ostruendole e causando dannose infiltrazioni d’acqua ed alti costi per porvi rimedio".         

"L’ultima “amenità” riguarda le isole ecologiche: veri e propri immondezzai che di ecologico hanno ben poco per mancanza di pulizia e per essere obiettivo di quanti dalle periferie in cui si fa la differenziata, venendo in centro città, li usano per disfarsi di tutto e di più. Che dire poi di come i cassonetti sono parcheggiati lungo i cigli delle strade?: letteralmente scaricati senza badare se siano appoggiati al marciapiede di turno piuttosto che a 70/80 centimetri, finendo troppo al centro della carreggiata od addirittura davanti ad altri cassonetti di più piccole dimensioni destinati al vetro!".

"Caro Babbo Natale - conclude Ambroglini - vorrei poter tornare a vivere in un quartiere pulito ed ordinato, con limitazioni alla velocità, con passaggi pedonali in sicurezza, con auto parcheggiate che rispettino i passi carrai che paghiamo profumatamente, con strade che non somiglino più a percorsi di guerra, con piste ciclabili che non finiscano più in mezzo agli incroci e magari dove si vedano gli esiti di un piano della mobilità urbana prodotto in funzione degli abitanti e delle loro necessità. E viale Europa?: fornii tempo fa alcune mie indicazioni sul come farlo diventare un’area di parcheggio al servizio di chi si reca in centro a lavorare, provenendo da fuori città, magari trovandovi un servizio di bus navetta o di “bike sharing”! Chiedo troppo? Non sono il solo a chiedere cose normali per una Città che voglia definirsi tale. Buon Natale".

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