05/07/2020

Ecoambiente

Nel Po 11,16 tonnellate al giorno. Impegno per un Polesine plastic free

“Usare materiali alternativi e favorire il riciclo”.

Impegno per un Polesine plastic free

ROVIGO - Impegno per un Polesine senza plastica, e per liberare il Po da plastiche di vario tipo.

Ecoambiente e l’impegno per un Polesine sempre più “plastic free”. Se si butta la plastica nell’indifferenziato, finisce in discarica, al costo di quasi 100 euro a tonnellata.

Se, invece, si ricicla bene, può entrare nella filiera del riciclo, con il Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo ed il recupero degli imballaggi in plastica), che paga il rifiuto come materia prima seconda. E se la qualità fosse ottima, si potrebbero ottenere oltre 300 euro a tonnellata. Ecoambiente fa sapere che “il buon lavoro fatto finora ha consentito di mantenere più bassi i costi del servizio di raccolta dei rifiuti in Polesine”.

Sulla plastica, tuttavia, non c’è solo l’impegno al riciclo, con il costante sforzo di Ecoambiente e dei cittadini del Polesine, ma anche quello per la riduzione del suo consumo. La plastica non è biodegradabile e si trasforma in frammenti più o meno piccoli che rimangono nell’ambiente. La quantità di microplastiche presente nelle acque del mare ha raggiunto numeri preoccupanti.

Secondo lo studio “Un Po di plastica” realizzato da Aica (associazione internazionale per la comunicazione ambientale) in collaborazione con Erica Soc. Coop. ed Eri (European research institute), ogni secondo il Po riversa in mare 11.107 frammenti di plastica di dimensione media intorno ai 5 millimetri e dal peso medio di 11 milligrammi: 11,16 tonnellate al giorno.

Ecoambiente ha realizzato un “Vademecum plastic free” indicando alcuni comportamenti che possono contribuire a ridurre il consumo di plastica. “Scegliamo detergenti solidi o in polvere”: questo permette di evitare l’acquisto del flacone in plastica.

“No all’usa e getta, sì ai lavabili”: piatti, bicchieri, posate sono da preferire sempre in materiali duraturi e lavabili piuttosto che in plastica usa e getta. Se non si può farne a meno, allora scegliamo alternative biodegradabili e compostabili o di carta. “Più legno, meno plastica”: Alcuni oggetti (come pettini, spazzolini e giocattoli) si possono ancora trovare in commercio in materiale di legno. “No al modello ‘fast fashion”: La cosiddetta “fast fashion” è la moda a basso costo che spesso propone abiti in fibre sintetiche e di scarsa qualità. Preferiamo vestiti in fibre naturali, più costosi magari, ma più duraturi. “Stop bottigliette in plastica e cannucce”: una borraccia in acciaio inox, riempita d’acqua di rubinetto, è un’ottima e pratica soluzione per tutti i giorni.

Le buone pratiche si stanno già diffondendo. L’amministrazione comunale di Adria ha aderito alla campagna “Plastic free”, proposta dal ministero dell’ambiente, ed ha distribuito 15.000 borracce personalizzate in alluminio agli alunni delle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado. Anche l’amministrazione comunale di Rovigo si sta muovendo sul fronte della riduzione della plastica, con un primo segnale lanciato in occasione degli auguri di Natale ai dipendenti: un buffet totalmente plastic free, con bottiglie di vetro e piatti e posate biodegradabili. “Si parte dalle piccole cose - ha sottolineato il sindaco Edoardo Gaffeo - ed abbiamo voluto iniziare proprio dagli auguri di Natale: un gesto di attenzione nei confronti dell’ambiente, un piccolo segnale, ma molto importante, che vogliamo dare anche alla città”.

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