07 Novembre 2019 18:44

ADRIA

La buona cucina parte dai prodotti del nostro territorio

Oggi all'Istituto Alberghiero il convegno sulla cerealicoltura organizzato da Coldiretti e dalla Diocesi di Adria e Rovigo


ADRIA – Diciassettesima edizione del convegno che riunisce i parroci del Polesine, i dirigenti ed i soci di Coldiretti Rovigo. Si sono incontrati questa mattina ad Adria nella sede dell’Istituto Cipriani nell’Auditorium “C. Saccenti”, accolti da un team di studenti formato ad hoc per l’evento, per parlare di “Cerealicoltura nello scenario dei mercati mondiali, non solo prodotto ma valore culturale“. Questo il tema del convegno organizzato da Coldiretti Rovigo in collaborazione con la Diocesi di Adria e Rovigo.

L’atteso appuntamento dedicato alle riflessioni sui temi dell’agricoltura e del territorio ha riunito oltre cento tra parroci, sacerdoti, imprenditori agricoli e studenti del Polesine, alla presenza del Vescovo Pierantonio Pavanello. “Dai cereali si ricava il pane, che non è solo un alimento bensì un simbolo di vita dell’uomo e delle sue relazioni fondamentali – ha sottolineato Sua Eccellenza – il messaggio della Conferenza episcopale italiana per la 69ª Giornata nazionale del Ringraziamento ne ricorda l’importanza e ci fa riflettere sulla necessità di produrlo nel rispetto della terra, ma soprattutto in condizioni giuste ed eque e valorizzando la biodiversità”. L’incontro si è aperto con un momento di preghiera curato da Don Carlo Marcello, consigliere ecclesiastico di Coldiretti Rovigo, che ha introdotto il dibattito prima di lasciare la parola ai relatori, moderati dal direttore provinciale di Coldiretti, Silvio Parizzi: “Questa edizione del convegno del clero è speciale – ha affermato – per la prima volta abbiamo aperto il dibattito a tutti i nostri soci, non solo ai dirigenti, alla presenza degli studenti, che rappresentano il futuro, sancendo un connubio tra scuola e mondo imprenditoriale sempre più necessario”.

Tra le personalità intervenute il dottor Occhi Emanuele, responsabile nazionale di Coldiretti per le Grandi colture che ha trattato il tema delle criticità e prospettive del prodotto cerealicolo italiano: “La produzione cerealicola del nostro paese – ha spiegato – rappresenta solo lo 0,5% di quanto si produce a livello globale. Pochi players si dividono il mercato e, rispetto a questa situazione, per le nostre aziende cerealicole il miglioramento della resa non è la soluzione. L’unica strada per la nostra cerealicoltura sono la distintività, i percorsi di filiera e la tracciabilità, uniche vie per uscire dalla logica delle commodities, che domina il mercato internazionale”.

È intervenuto poi Mauro Tonello, presidente della Società Italiana Sementi (SIS), la cui relazione è stata dedicata alla filiera, dal seme alla tavola: “In natura esistono migliaia di semi, sui quali lavoriamo anche dieci anni per individuare caratteristiche e possibilità di utilizzo – ha raccontato rispetto all’attività di SIS – è poi il consumatore, con le sue scelte d’acquisto, a determinare il successo di un prodotto. Occorre però che tutta la filiera sia coinvolta in tale successo, attraverso un’equa distribuzione del valore e tutelando le produzioni di qualità da politiche di prezzo al ribasso”.

“Il nostro istituto è sensibile al tema delle filiere locali – ha sottolineato poi la prof.ssa Biscuolo Giorgia, docente di Biologia e scienza degli alimenti al Cipriani, nella sua relazione sul contributo dell’Istituto Alberghiero rispetto alla valorizzazione della cerealicoltura polesana – utilizziamo i prodotti dop e igp del territorio e grazie alla collaborazione con l’Accademia del pane di Adria da quest’anno saremo in grado di utilizzare la ciabatta polesana fatta solo con grani italiani”.

Dopo un breve dibattito, la conclusione è stata affidata al presidente provinciale di Coldiretti, Carlo Salvan: “Ringrazio chi mi è seduto accanto per il contributo portato oggi – ha concluso– il nostro lavoro è fatto dalle persone, produciamo cibo, non derrate alimentari e questo ruolo deve essere riconosciuto. La nostra sfida più grande verte oggi sulla sicurezza e sul valore, per questo Coldiretti dialoga costantemente con il cittadino, che si nutre di quello che produciamo“.

Una mattinata intensa, di preghiera e riflessione, culminata proprio nella condivisione del pane, servito dagli studenti dell’Istituto Alberghiero che hanno curato anche il successivo momento conviviale.

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