09 Ottobre 2019 09:33

VILLADOSE

Presentazione di un nuovo modo di far scuola e valutare gli alunni 

Oltre 300 famiglie presenti negli incontri dell’Istituto Comprensivo


VILLADOSE – Otto incontri per i genitori delle scuole Primarie e secondarie di Gavello, Ceregnano, Villadose, San Martino di V., oltre 300 presenze globali (un bellissimo risultato), il tutto per spiegare come, all’Istituto Comprensivo di Villadose, si stia avviando un nuovo modo di fare scuola e di valutare gli alunni.

L’anno scolastico 2019-20 si presenta così, da un lato, con l’importante novità della “Scuola senza aule” nella secondaria di San Martino di V. (con alunni protagonisti della loro mattina, ruotando in aule tutte laboratoriali), dall’altro con una didattica fatta, in più occasioni, di attività e compiti reali, in grado di misurare (e dunque far valutare) non solo le competenze delle discipline (le competenze di matematica, italiano, inglese, musica…) ma pure le cosiddette “competenze trasversali”, ad esempio come si impara ad apprendere, come ci si autoregola, come si sta con gli altri, come si affrontano problemi, come cresce il proprio livello di auto-consapevolezza e così via. Il punto veramente nuovo di questa didattica dell’Ic Villadose è che anche queste competenze, cosiddette “trasversali”, verranno VALUTATE e pesate, con voti, tramite il registro elettronico.

“Una grande rivoluzione – spiega il Dirigente dell’Ic Villadose, Osvaldo Pasello -, cui stiamo lavorando da 4-5 anni, con la formazione per i docenti e la sperimentazione in aula. In questi anni abbiamo testato un Curricolo di Istituto, in linea verticale, che va dai 3 ai 14 anni, per tutte le discipline, ma anche per le cosiddette competenze trasversali. In parole semplici siamo oggi in grado di osservare concretamente, dai 3 ai 14 anni, come l’alunno cresce nell’imparare a regolarsi piuttosto che  a stare correttamente con gli altri. Siamo in grado di osservare e di valutare questa crescita globale che certamente accompagnerà anche la crescita nelle competenze di italiano, matematica ecc…” –

Entusiasti e incuriositi i genitori che massicciamente hanno partecipato nei giorni scorsi ai tanti incontri di presentazione di questo nuovo modo di far scuola. Il tutto con gradualità. Ovvero il modo tradizionale di valutare e fare prove di verifica non sparirà di certo, ma sarà appunto accompagnato ogni tanto da compiti più articolati che consentano l’osservazione di aspetti di crescita diversi degli alunni.

Perché tutto ciò?

“Perché innanzitutto  – risponde il Dirigente Scolastico – ce lo chiedono i documenti europei e le Indicazioni nazionali della scuola del primo ciclo. Soprattutto, da alcuni decenni, sappiamo che la crescita dei nostri alunni non procede a compartimenti separati ma in modo globale, sappiamo che l’intelligenza non ha singole facce, ma sfaccettature complesse. Da qui l’esigenza di attivare un’osservazione e una valutazione più ampia, che tenga conto di queste complessità e articolazioni. Rovesciando la medaglia è d’altronde evidente  che tutte le nostre conoscenze e abilità si giocano nelle situazioni concrete, cioè nello stare con gli altri, nell’affrontare contesti problematici improvvisi, nell’autocontrollo di fronte al nuovo e al pericolo: la scuola tutto questo lo sta facendo, ma, ecco la nostra sfida, noi lo inseriamo nel curricolo di istituto facendolo diventare parte importante della valutazione globale dell’alunno. E’ anche una sfida a cambiare l’approccio didattico ovviamente, per spingerci ad insegnare le discipline sul piano delle situazioni concrete, pratiche e nei contesti reali”.

Una grande rivoluzione, in marcia lenta ma inesorabile.

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