08 Ottobre 2019 19:41

ARCI ROVIGO

Inizia giovedì la rassegna al Teatro Don Bosco

L'iniziativa è dedicata a tutti i cinefili polesani affamati di pellicole di qualità


ROVIGO – Continua lo sforzo dell’Arci, (con la collaborazione dei circoli Arci: Galileo Cavazzini, Tempo Ritrovato PrimaCorda e ArciSolidarietà di Rovigo e con partenariato di CGIL, Panathlon, Uisp sport per tutti, MondoOvale, Rotary Club Rovigo e PortoAlegre) per dare una risposta, seppur parziale, alla domanda dei cinefili polesani di avere proiezioni di qualità in centro città.

La rassegna che parte giovedì 10 ottobre al Teatro Don Bosco di Rovigo, alle ore 21.00 prevede la proiezione di 10 film (Toro scatenato Scorse, Race il colore della vittoria Io sono un campione, Il colosso d’argilla, Novecento Atto I e Atto II, Carmen, Clèo dalle 5 alle 7, Il giovane Karl Marx ), diviso nei filoni “Cinema e sport e Cineforum”.

La prima proiezione, riguarda il film “Toro scatenato” del celebre regista Martin Scorsese, incentrato sull’avventura sportiva di Jake La Motta, italoamericano cresciuto a New York che si dedica alla boxe assieme al fratello Joey, suo allenatore e manager. Soprannominato “il toro del Bronx”, Jake è ansioso di conquistare il titolo mondiale, ma al tempo stesso è costretto a sottostare alle leggi delle organizzazioni mafiose che controllano il sottobosco del pugilato. Conquistata nel 1949 la cintura di campione del mondo dei pesi medi, riuscirà a difenderla per due anni, ma successivamente la perderà contro Sugar Ray Robinson, suo rivale di sempre. Una volta divenuto anziano, il pugile, che nella sua carriera ha dimostrato una furia incredibile nel dare colpi ma anche una grande capacità di incassatore, ripenserà alla sua esistenza, rievocando i principali combattimenti di cui è stato protagonista, i momenti di vita quotidiana assieme al fratello Joey, i rapporti con le mogli, ma anche la vicinanza alla malavita italoamericana. Toro scatenato è uno dei capolavori indiscussi di Martin Scorsese, un vero e proprio manifesto del suo cinema all’interno del quale ritroviamo emblematicamente le modalità narrative del cineasta, il
suo stile e i suoi canoni espressivi.

Lo spirito febbrile e inarrestabile con cui Scorsese ha girato questa pellicola può essere racchiuso nelle seguenti parole: “Girai Raging Bull come un kamikaze. Ce l’avevo messa tutta e pensavo che sarebbe stato il mio ultimo film”. Toro scatenato rivoluziona
i modi di fare cinema sul pugilato: la storia è raccontata in flash-back dallo stesso personaggio di La Motta ormai anziano e i movimenti di macchina e il montaggio concorrono a dichiarare che il pugile non combatte solo contro i suoi rivali sul ring, ma anche contro se stesso e contro tutto ciò che lo circonda. In tal senso, diversamente dal cinema pugilistico teso a spettacolarizzare la boxe, le scene degli incontri sono girate con un’unica macchina da presa e le fasi di preparazione e gli allenamenti trovano poco
spazio nell’economia narrativa della pellicola. Piuttosto, nel film sono molto presenti i momenti di vita privata che La Motta trascorre con le mogli e con il fratello Joey: la prepotenza con le donne, le tensioni con il fratello, i rapporti con la mafia, costituiscono le situazioni che rappresentano il contesto e la società in cui il pugile è cresciuto, posti
qui sotto il filtro della sua personalità spavalda, aggressiva e maschilista. La boxe, in questa prospettiva, non è solo uno sport, ma è anche un modo di sfogare l’ardore atavico di cui Jake è imbevuto.

Il progetto “Il cinema in città autunno 2019” è sostenuto dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo, gode del patrocinio della Provincia. Entrata Libera.   

 

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