08 Ottobre 2019 11:06

POLITICA ROVIGO

“Dopo anni di immobilismo, finalmente una guida vera”

L'analisi della situazione del Comune di Rovigo dell'assemblea provincia dei socialisti


ROVIGO – Lunedì 7 ottobre si è svolta una Assemblea Provinciale del Partito Socialista Italiano aperta dalla relazione del Segretario Provinciale, Gianmario Scaramuzza. Prima di iniziare la relazione ha rivolto un affettuoso saluto ai compagni Barchetta Vittorino e Mariotto Osvaldo scomparsi recentemente e che hanno lasciato una traccia significativa nell’attività del Partito. Il Segretario ha pure espresso un apprezzamento nei confronti della nuova maggioranza che amministra la città di Rovigo nella quale si riconosce ed in cui garantisce una qualificata presenza.  “Dopo tanti anni di immobilismo e di errori il lavoro da fare è tanto e richiede un impegno davvero eccezionale, oltre che l’esigenza di definire le priorità per la esiguità delle risorse a disposizione”.

Il tema principale, tuttavia, era valutare la scelta fatta a livello nazionale con la costituzione del nuovo gruppo parlamentare al Senato “PSI-Italia Viva”.  È stato chiarito che non si è trattato di una scelta politica di schieramento, bensì di una scelta tecnico-parlamentare dovuta ai disagi della permanenza nel Gruppo Misto, oltre che ai meccanismi regolamentari dovuti al finanziamento del partito. Si è sottolineato anche che si è trattato di una scelta oculata in quanto finalmente è stato possibile avere un gruppo in cui riappare finalmente la denominazione PSI. Si è trattato di una ottima scelta anche perché finalmente l’opinione pubblica è stata costretta ad accorgersi che il PSI c’è ed è la forza che effettivamente manca all’Italia, nonostante i continui tentativi del PD di annettere rappresentanti del socialismo senza riconoscere loro ruoli visibili e qualificanti. Proprio quel PD che continua a tentare costantemente di appropriarsi di parti della nobile storia del Socialismo Democratico Italiano senza richiami evidenti nella testimonianza e nel pensiero programmatico. Il tutto si limita ad una generica adesione al PSE.  Ben poca cosa! Ecco perché il PSI aveva l’esigenza di rendere evidente il proprio simbolo. Nessuna confusione, quindi, con altre esperienze, anzi non vi è stata nessuna cessione né del simbolo, né del nome come ci ha sollecitato a fare più volte il PD.

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