02 Ottobre 2019 10:29

LEGA CONSUMATORI

Chiavette internet in disuso da anni, ma arriva la fattura

L'associazione è stata invasa da segnalazioni di utenti disperati che si sono trovati le fatture da pagare per le vecchissime chiavette usb per la connessione


ROVIGO – “Ve le ricordate quelle che venivano chiamate pennette Usb? Quelle che andavano inserite nel pc e che vi permettevano di poter usufruire di una connessione internet anche senza abbonamento alla linea fissa. Quelle che ormai negli ultimi anni sono state sostituite dalle connessioni hot-spot degli smartphone o da qualche modem wi-fi. Quelle che scaduti i vincoli contrattuali (in genere i primi 24 mesi dalla sottoscrizione dell’abbonamento) vi avevano detto che sarebbe stato sufficiente non ricaricare più per disattivarle definitivamente“. La Lega Consumatori nelle ultime settimane è stata invasa da richieste di informazioni di utenti disperati che hanno ricevuto una fattura contenente i costi di abbonamento di sim dati attivata tra il 2006 e il 2010, ma ormai in disuso.

Che cosa è successo? “A partire da luglio 2019 Vodafone Italia S.p.A. ha dato il via ad una maxi procedura di riattivazioni di vecchie sim dati, ormai in disuso, per le quali però non era stata presentata regolare disdetta. Ai poveri Consumatori nessuna comunicazione preventiva: solo la ricezione della fattura, senza tante spiegazioni, anzi gli operatori di call center si limitano a riferire ai malcapitati utenti che se non si erano preoccupati di fornire la regolare disdetta, adesso non avrebbero potuto lamentarsi. Questo è l’ultimo caso scoperto dalla Lega Consumatori riguardante proprio la riattivazione di vecchie sim dati, ormai da diversi anni inutilizzate, i cui abbonamenti, nel mese di luglio 2019 sono stati improvvisamente riattivati”. Come spiega Silvia Toffolo “Molti utenti, infatti, in queste settimane si sono rivolti ai nostri sportelli con fatture, di importi variabili (dai 3,50 euro ai 10,00 euro) contenenti esclusivamente costi relativi a sim dati, che però i clienti riferivano di non possedere. Da un’analisi delle bollette è emerso che tali costi erano relativi a sim dati (attivate tra il 2006 e il 2010) che gli utenti avevano cessato di ricaricare e per le quali, in alcuni casi, avevano addirittura presentato regolare disdetta”.

La riattivazione si può definire massiva in quanto gli utenti che hanno contattato il centralino unico della Lega Consumatori (0425727691) si trovano sia nella provincia di Ferrara che di Rovigo e lamentano tutti la stessa problematica. Le fatture riportano nella seconda pagina la data di attivazione dell’abbonamento precedente e la data della presunta riattivazione del nuovo piano tariffario, quasi tutte avvenute a luglio 2019. Continua Toffolo “Molti utenti non erano nemmeno a conoscenza dell’attivazione della sim a proprio nome perché magari era stata fornita in omaggio con qualche abbonamento e mai attivata. Ad oggi Vodafone non ha ancora fornito una comunicazione ufficiale agli utenti”.

Conclude Toffolo “Dai prossimi giorni inizieremo ad inviare i primi reclami all’azienda chiedendo l’annullamento del contratto e il relativo storno dei costi addebitati, altri appuntamenti sono stati concordati nei nostri sportelli, si tratta chiaramente di una pratica commerciale scorretta in quanto senza nessuna preventiva comunicazione all’utente, nè tanto meno senza che quest’ultimo fornisse il proprio consenso in merito, la società di telecomunicazioni ha provveduto a predisporre una riattivazione di un’utenza, ormai in disuso da diversi anni.”

La Lega Consumatori sta inoltre raccogliendo materiale al fine di valutare l’eventuale segnalazione della pratica all’Autorità Garante competente in materia, affinchè valuti il comportamento dell’azienda.

Per qualsiasi informazione gli operatori dell’associazione sono a disposizione al centralino unico di Lega Consumatori per le sedi di Rovigo e Ferrara al numero 0425 727691.

 

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