09 Settembre 2019 11:18

ROVIGO CELLO CITY

Una serata tra tradizione e innovazione



ROVIGO – Sabato 7 settembre penultima giornata del festival Rovigo Cello City, ideato e diretto da Luigi Puxeddu, con una serata all’insegna delle esplorazioni, ospitata per l’occasione negli spazi di CenSer Spa – Rovigo. Il violoncello ha saputo ancora una volta regalare autentici momenti di emozione, resi ancora più suggestivi dalla bellissima location della Fabbrica dello Zucchero e dalla partecipazione della compagnia di danza Fabula Saltica.

Una performance che ha coinvolto tanti giovani musicisti, studenti presso il Conservatorio Venezze: i compositori Giovanni Zaniol e Luigi Bedin, i bravissimi chitarristi Siegfried Pegoraro ed Enrico Dellamorte, e naturalmente i Violoncelli di Rovigo Cello City, magistralmente guidati dal solista ospite, Francesco Dillon. È stato un vero e proprio racconto musicale quello che ha intrattenuto il pubblico, un connubio tra tradizione ed innovazione, tra musica e danza, tra conosciuto ed ignoto.
Ad aprire la serata, creando in pochi istanti un’atmosfera magica, é stato il brano “Solo sol”, di Giovanni Zaniol, a cui ha fatto seguito, collegato come un sottile filo rosso dalla nota “Sol”, il concerto di Vivaldi in sol maggiore per due chitarre ed ensemble.
A seguire il brano del compositore inglese Jonathan Harvey “Curve with plateaux” ha aperto la scena al solista ospite, Francesco Dillon, che ha conquistato il pubblico con le sue grandi capacità tecniche ed interpretative.

Ancora contrasto e affinità tra antico e moderno con l’accostamento tra il suggestivo “Quantum synapses” di Luigi Bedin, anch’esso come il brano di Zaniol in prima esecuzione assoluta, e un altro concerto di Vivaldi, in sol minore per due violoncelli ed ensemble. L’interpretazione dei due solisti, Francesco Dillon e Marina Pavani, e dei Violoncelli di Rovigo Cello City, ha trasmesso al pubblico tutta la freschezza della musica di Vivaldi, che, a contatto con la contemporaneità, si conferma sempre viva e ancora attuale.
La serata si è chiusa con “Rebellion”, della compositrice australiana Kate Moore, un’affascinante esplorazione dei registri e delle possibilità espressive del violoncello.
Splendida la performance dei due danzatori Chiara Tosti e Claudio Pisa, che hanno reso visibile, con il movimento, la magia della musica.

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