10 Settembre 2019 18:00

DIRITTI ESCLUSIVI PESCA

Un altro consiglio provinciale si frappone tra i pescatori e la concessione

Si è tenuto questa mattina la tavola rotonda tra Provincia e Consorzio di pesca per la concessione di 15 anni


ROVIGO – Grandi erano le aspettative dei pescatori di Scardovari per la manifestazione tenutasi questa mattina, 10 settembre, e per il tavolo di confronto che c’è stato a seguìto. Aspettative in parte deluse perché il desiderio dei pescatori era di tornare a casa con la concessione dei 15 anni tasca. Non si tratta però di una sconfitta.

La tavola rotonda è durata quasi due ore, durante le quali gli esponenti di Provincia, Regione e Consorzio dei pescatori si sono confrontati su quale fosse la soluzione migliore da adottare. O meglio, si è dibattuto su quale potesse essere una soluzione condivisa da entrambe le parti in causa. È stata una discussione lunga e accesa, che a un certo punto ha anche visto le due parti dividersi per valutare separatamente le opzioni e poi ricongiungersi.

L’esito, non è stata una vittoria per i pescatori, ma si tratta sicuramente di un passo avanti. Non riuscendo ad ottenere una concessione di 5 anni – il minimo richiesto dai pescatori – in nessuna forma, i consiglieri provinciali che la scorsa volta avevano votato contro il diniego in sede del prossimo consiglio presenteranno una delibera, da mettere al voto, in cui chiederanno, in forma positiva questa volta, la concessione dei diritti esclusivi di pesca per 15 anni. Non il “piano A” di molti dei consiglieri presenti ma sicuramente un punto di partenza verso l’obiettivo. Un piano B più rischioso per i consiglieri che lo propongono – e lo votano – per via del parere negativo del Segretario Generale. Non è il primo caso in cui avviene una votazione con parere negativo del Segretario, ma la questione non era mai stata di questa portata. Motivo per cui la responsabilità personale che i consiglieri si assumono è ingente. Alla fine del confronto sono molti i consiglieri sereni circa la maggioranza in consiglio per questa futura delibera.

Alla comunicazione dell’esito del tavolo, fuori da Palazzo Celio sono in molti a mormorare e urlare in segno di protesta e insoddisfazione. 

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