09 Settembre 2019 18:57

VENEZIA

“Per rispondere al bisogno di case non bastano le modifiche promesse”

La CISL di Venezia interviene sul caso Ater


VENEZIA – La CISL di Venezia interviene sul caso Ater. “Siamo quasi a metà settembre e, al di là delle dichiarazioni sulla condivisibile necessità di far uscire i furbetti dagli immobili pubblici, ancora non è chiaro quali siano gli interventi di modifica della legge promessi dalla Regione per evitare le evidenti criticità sociali che la stessa produce”.

“L’aspetto certamente positivo che questa legge ha portato con sé, seppure  involontariamente, è quello di aver fatto finalmente emergere e di aver portato alla attenzione della società e della politica i profondi problemi irrisolti dalle attuali politiche abitative”.

“Siamo di fronte ad un patrimonio residenziale pubblico che vede un numero molto alto di appartamenti sfitti, spesso per mancanza di manutenzione, rigenerazione o adeguamento alle norme di legge; un patrimonio che non è in grado di rispondere alle esigenze di una
popolazione anziana, sempre più numerosa, che alla necessità abitativa associa quelle di mantenere autonomia di movimento, di gestione e di relazione; ad un mercato privato che per quantità insufficiente e per onerosità dei canoni sarà incapace di dare risposte a chi uscirà dalla residenzialità pubblica in conseguenza della legge così come è prevista oggi; al rischio di una mobilità territoriale che priverà, in particolare le persone più anziane e
fragili, di relazioni sociali consolidate negli anni; alla assenza di risposte per le giovani coppie soprattutto quando composte da lavoratrici e lavoratori precari. Una edilizia pubblica, agevolata e non, che, allo stato attuale, ovviamente non è in grado neppure di
prendere in considerazione un ceto medio sempre più in difficoltà, quello stesso ceto  medio che così spesso entra nelle discussioni e nei programmi delle forze politiche”.

“Le modifiche alla legge promesse dalla regione sono quindi necessarie ma non risolveranno le sempre più evidenti ed estese diseguaglianze e fragilità che stanno attraversando la nostra società, anche sul tema abitativo”.

“Di fronte a questo scenario come Cisl di Venezia ribadiamo certamente la necessità che la Regione alzi il limite Isee-Erp per mantenere il diritto all’alloggio sui livelli previsti dalle regioni limitrofe alla nostra, quale ad esempio quello della Lombardia del governatore
Fontana; chiediamo inoltre che venga approfondito il tema delle piccole percentuali di nuda proprietà, oggi titolo per una automatica decadenza del diritto”.

“Tuttavia, se davvero si vogliono dare risposte sul tema abitativo ai problemi e alle necessità emergenti dei cittadini del nostro territorio, come Cisl di Venezia siamo convinti che sia giunto il momento non più differibile di destinare ingenti risorse per rigenerare il patrimonio residenziale esistente, prima ancora che per costruire nuovi alloggi, nonché per finanziare progetti di housing sociale”.

“Risorse che, almeno in parte, sono già disponibili a partire da quelle destinate dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 4 luglio scorso a programmi di edilizia residenziale sociale. A questo proposito chiediamo quindi alla Regione di farsi rapidamente parte
attiva per individuare i comuni a cui destinarle e ai comuni della Citta Metropolitana, a partire da quello di Venezia, di predisporre i progetti necessari allo scopo”.

“Chiediamo, infine, che si apra un confronto tra parti sociali, Ater e i Comuni della Città Metropolitana che, a partire dal censimento di tutto il patrimonio abitativo, occupato e sfitto, punti a risolvere le vere emergenze delle famiglie più fragili, superando le rigidità imposte da burocrazia o limiti normativi, evitando così i drammi familiari derivanti dalla perdita della casa in assenza di alternative accessibili”.

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.