11 Settembre 2019 16:06

AMBIENTE

“Allevamenti di polli nel Parco del Delta del Po”



Pollina e mosche, mosche e pollina, sembra un mantra, una fetida cantilena che si ripete senza soluzione di continuità. Si sente spesso dire: “Non si muore per un po’ di puzza”, ma neppure si
vive bene, anzi, è provato che ha comunque effetti sulla salute. E se ci aggiungiamo le mosche che invadono le case di Taglio di Po prossime agli allevamenti intensivi di polli l’infelice quadro è servito. E’ di pubblico dominio ormai che anche a Taglio di Po, come a PortoViro, Corbola, Ariano, Villadose, Lendinara, la vivibilità peggiori ciclicamente, in concomitanza con la fine dei cicli di allevamento dei milioni di polli che ormai popolano il territorio. Ad essa corrisponde un aumento delle emissioni odorigene, puzza, insomma, e mosche moleste che infastidiscono i cittadini e gli ospiti delle attività turistiche e di ristorazione costringendo i proprietari a personali e costosi interventi di disinfestazione e mille disagi, pur non avendo alcuna responsabilità.

La cronaca di questi giorni ci informa che a Taglio di Po è in itinere il progetto per un ulteriore ampliamento degli allevamenti presenti , con una densità di polli per metro quadrato  di 19,5 capi e oltre.Praticamente un pollo sull’altro. “Alimento” è parola troppo elevata per il prodotto di questi lager da”galline in fuga”….poi i polli finiranno sulle nostre tavole col loro carico di sostanze che assorbiremo. Certo che tutto questo è ancor più avvilente perchè accade nel Parco del Delta del Po. Dal Parco del Delta del Po, patrimonio MAB dell’UNESCO, si potrebbe lanciare un messaggio di sostenibilità e salubrità dei prodotti di questo territorio, ampliando l’offerta già presente, includendo anche gli allevamenti che non dovrebbero mai essere intensivi. I prodotti certificati sono ricercati, economicamente vantaggiosi anche per chi li produce, rispettano l’uomo e l’ambiente in cui vive. E, magari, portano pure qualche posto di lavoro in più rispetto ai carnifici industriali. Oltretutto ha un senso realizzare nuovi allevamenti di polli in un Paese come l’Italia che soddisfa già la propria domanda al 108%? Servono all’esportazione verso l’estero? E a noi puzza e mosche. Credo che al sindaco di Taglio di Po vada dato il sostegno e la forza per opporsi ragionevolmente a nuovi allevamenti e che noi cittadini dobbiamo essere da pungolo per questo.

Donata Fischetti, residente a Taglio di Po
Presidente della sezione di Rovigo di ITALIA NOSTRA

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.