12 Agosto 2019 19:45

SAN MARTINO DI VENEZZE

Fienile in fiamme, il tetto era in Eternit

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, Arpav e gli agricoltori locali


SAN MARTINO DI VENEZZE – I vigili del fuoco sono al lavoro da domenica pomeriggio per domare l’incendio scoppiato in un capannone di località Radetta, nella frazione di Beverare, Comune di San Martino di Venezze.

Le fiamme si sono sviluppate all’interno del locale dove era conservata la paglia sotto forma di rotoballe, un locale peraltro piuttosto nascosto e isolato. Sono stati questi due elementi a determinare la difficoltà di spegnere l’incendio e per questo motivo sul posto sono arrivate tre squadre di pompieri. Queste, con l’aiuto degli agricoltori presenti, si sono da subito messe in azione per domare le fiamme.

Le squadre di vigili del fuoco sono rimaste sul posto per controllare che non si riaccendessero focolai e per sgomberare la grande quantità di materiale presente sul posto, anche per verificare che non ci fossero zone nelle quali il fuoco covasse sotto le ceneri.

Anche l’Arpav è intervenuta per un sopralluogo: sembra che parte del tetto fosse in Eternit e che parte di esso sia bruciata. Il rischio è quindi che alcune fibre di questa sostanza, potenzialmente cancerogena, si sia disperse nell’ambiente.

“Il responso di Arpav, dopo i campionamenti eseguiti con le apposite centraline dovrebbe arrivare nelle prossime ore – spiega il sindaco Vinicio Piasentini – Mi hanno spiegato che molto dipende, in questi casi, dalla correnti aeree. Eventuali fibre bruciate potrebbero essere portate anche a decine di chilometri dalla zona dell’incendio. Per questo Arpav si è immediatamente messa in contatto con l’osservatorio di Teolo”.

Nessun pericolo per gli abitanti della frazione, in quanto si tratta di un capannone molto isolato. Alcune misure di sicurezza sono state indicate solo per alcune famiglie che vivono nei dintorni.

Quanto alle cause dell’incendio le prime ipotesi suggeriscono autocombustione, si pensa possa essere stata l’azione del sole su un lucernario, che avrebbe agito da lente.

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