02 Luglio 2019 10:28

MUSICA

Ska P e Zebrahead: che spettacolo allo Sherwood

Migliaia i presenti per ballare e riflettere: dal palco messaggio di solidarietà per Carola Rackete e la Seawatch


PADOVA – Una serata che ha visto arrivare allo Sherwood di Padova tantissimi polesani quella che si è svolta sabato scorso, con protagonista una band che ha segnato la storia degli anni duemila: gli Ska P. I pionieri dello ska punk internazionale, saliti alla ribalta e mai dimenticati per i loro pezzi come “Cannabis” e “Il Vals de l’obrero” hanno saputo incantare e far ballare tutti i presenti per due ore, saltando e cantando nonostante il grande caldo. Ballare, ma anche riflettere: gli Ska-P hanno da sempre fatto della commistione fra musica e impegno sociale e politico il proprio manifesto artistico.

Il gruppo ha inoltre presentato alcuni brani del loro ultimo album, Game Over, uscito lo scorso ottobre. Game Over conferma la voglia del gruppo spagnolo di continuare a parlare per conto dei più deboli e di denunciare le ingiustizie della nostra società, senza aver paura di usare anche toni forti, come dimostra il singolo Jaque al rey, dal titolo decisamente esplicito (“scacco al re”). Tra le canzoni più apprezzate fin da subito, anche l’opener A Chitón, che denuncia le azioni repressive delle autorità nei confronti di tutte le voci dissidenti, e No lo volveré a hacer más, che invece affronta il tema della dipendenza dall’alcol.

Ma la serata di sabato ha visto protagonista sul palco dello Sherwood anche un’altra band punk rock, i californiani Zebrahead. Più di venticinque anni di carriera, dodici album in studio, oltre due milioni di dischi venduti dal 1995 a oggi, e addirittura una nomination ai Grammy per una collaborazione con i Motorhead. Uno stile musicale che è tornato in voga negli ultimi anni, dopo i favolosi anni Novanta.

Ma durante il concerto si è trovato anche il modo di parlare di diritti sociali e di cosa si sta vivendo, nel mondo, oggi. L’Associazione Ya Basta Êdî Beseha è infatti salita sul palco per lanciare un messaggio di vicinanza a Carola Rackete, capitana della Sea-Watch, arrestata per aver salvato 42 persone in mare, e al popolo Mapuche, da anni vessato dalla prepotenza delle multinazionali che operano in Argentina, prima tra tutte Benetton.

 

 

 

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.