02 Giugno 2019 11:09

CICLOTURISMO

VenTo bike tour 2019: da Reggio Emilia a Venezia in quattro tappe

Anche quest'anno abbiamo seguito il giro dimostrativo della grande pista ciclabile che collega Venezia a Torino, portando centinaia di turisti in Polesine


REGGIO EMILIA – Anche quest’anno, puntuale come non mai, è partito il VenTo bike tour, un viaggio dimostrativo organizzato dal Politecnico di Milano per far capire concretamente cosa significherebbe per il territorio e per i cicloturisti realizzare la grande pista ciclabile che collega Torino a Venezia, seguendo il corso del Grande Fiume Po. Il tour, arrivato alla sua settima edizione, è partito il 24 maggio da Chivasso, per arrivare poi il 31 maggio a Reggio Emilia e proseguire a San Benedetto Po (Mantova), Bondeno (Ferrara) e oggi attraversare il Polesine facendo tappa a Guarda Veneta e Adria, per proseguire poi domani a Rosolina e concludersi a Venezia.

“Ogni anno portiamo centinaia di persone sulla pista ciclabile che ancora non c’è, ma ci sarà – commenta Paolo Pileri, padre del progetto VenTo per il Politecnico di Milano -. Sono stati fatti degli importanti passi avanti quest’anno: il progetto è stato finito, concluso e consegnato il 30 aprile e a giugno iniziano le valutazioni al ministero: verrà staccato un assegno da 12 milioni di euro per iniziare a realizzare alcuni lotti della VenTo, uno in ogni regione. Per quanto riguarda il Veneto si pensa al tratto da Adria a Chioggia, a cui si aggiunge l’anello Cremona-Piacenza sia a destra sia a sinistra e in Piemonte Chivasso – Casale Monferrato. Quello che alcuni anni fa era una follia e un’utopia, andando avanti a spiegare che si può fare e può creare ricadute positive per tutto il territorio sta diventando realtà grazie a tutti voi”.

VenTo è un progetto di territorio, condiviso da  227 istituzioni, 107 associazioni  e 4.963 cittadini.  Il cicloturismo infatti è un progetto che coinvolge un territorio ampio con l’obiettivo di rigenerarlo attivando recuperi, occupazione, identità, dignità, socialità e urbanità. Una ciclabile disegnata senza un progetto di territorio è un legame muto, funzionale a spostare qualcosa da un punto a un altro senza una visione. VenTo una visione ce l’ha ed è quella di ricucire la bellezza dei territori che attraversa rianimandone la vitalità: luoghi che hanno favole da raccontare se incontrano la meraviglia e l’incanto di occhi, gambe e pedali di chi ci passa attraverso senza scavalcarli veloce. VenTo è un progetto di oltre 700 km di dorsale cicloturistica lungo il fiume Po, la più lunga d’Italia, da VENezia a TOrino passando per Milano. Un concetto nuovo quello di dorsale cicloturistica: un’infrastruttura leggera, sicura e continua e interconnessa che riapre al pubblico il paesaggio italiano e il piacere di visitarlo, percorrerlo, scoprirlo con il ritmo giusto della bicicletta. È il paesaggio il nostro bene culturale più prezioso, il continuum fra monumenti, città e cittadini. Ed è la bicicletta a invitare centinaia di migliaia di nuovi visitatori da tutto il mondo nel territorio delle straordinarie aree interne del nord d’Italia. VenTo è un progetto-Paese e non solo locale: sono 700 km di ciclabile, ma sono anche 700 km di green economy e green jobs, che diventano un esempio per tutta la penisola. Centinaia di migliaia di cicloturisti potrebbero pedalare lungo VenTo, divenendo il motore di una nuova occupazione per nuove economie diffuse, sostenibili e durature. VENTO può generare 2.000 nuovi posti di lavoro e un indotto di 100 milioni di euro all’anno.

Quest’anno, nel secondo weekend (ovvero quello che abbiamo seguito come Rovigoindiretta e che ci ha visti partire venerdì da Reggio Emilia – LEGGI GLI ARTICOLI DEL BIKE TOUR 2018  – 1, 2, 3) si sono svolte 4 tappe. Oltre 100 i cicloturisti che anche quest’anno hanno deciso di partecipare: volti nuovi e volti conosciuti, ormai appassionati di questo modo lento e silenzioso di viaggiare, scoprire, apprezzare l’Italia, i suoi panorami e le sue persone. Venerdì si è partiti dalla torre Iren di Reggio Emilia per proseguire poi verso Gualtieri, Guastalla e Luzzara, splendidi comuni collocati lungo il corso del torrente Crostolo. A Luzzara, all’interno del rinnovato Teatro Sociale, si è potuto visitare la mostra “Con i miei occhi”, un’esposizione itinerante lungo il corso del fiume Po che attraverso fotografie e installazioni mostra i momenti salienti del bike tour 2018 e cosa significhi “VenTo” per le comunità attraversate. “VenTo è un modo per ricucire la bellezza di un territorio, quello italiano fatto di piccoli comuni. Pensate cosa significhi per un piccolo paese ospitare centinaia di turisti che arrivano in bicicletta: un modo per promuovere il territorio e le sue economie in perfetta armonia con l’ambiente. Significa anche riaprire i negozi, potenziare i bed & breakfast: oggi il mondo dell’accoglienza sta già capendo cosa sta succedendo” commenta Pileri.

Si è entrati poi nel mantovano, facendo tappa per la sera a San Benedetto Po, visitando le splendide cantine e il chiostro benedettino. Sabato mattina sveglia all’alba per proseguire per altri 70 chilometri e facendo tappa a Quingentole, alla scoperta del fantastico palazzo dei Vescovi ora sede comunale poi Revere, visitando palazzo ducale e il museo del Po, infine Felonica (ora fuso con il Comune di Sermide) assaggiando il tipico Tirot, per poi raggiungere la provincia di Ferrara con Bondeno. “Ogni anni cambiamo qualche tappa, per mostrare la bellezza del nostro territorio e per favorire i collegamenti con chi prende il treno per raggiungerci” spiega Pileri. Grande novità, inoltre, il fatto di rendere VenTo cardioprotetta: in viaggio anche alcuni medici e, soprattutto, il progetto include anche il posizionamento di alcuni defibrillatori lungo il percorso.

Oggi si riparte per riscoprire il Polesine su due ruote: Guarda Veneta e Adria saranno le tappe, con la visita finale al museo archeologico della città etrusca. Quì sarà ricevuto anche il Gal, che insieme a Consvipo stanno lavorando al progetto Polesine Green tour (LEGGI ARTICOLO) . Ci si rimetterà in sella domattina alla volta di Rosolina, Chioggia, Pellestrina e Venezia. Tutte le istituzioni sono invitate a partecipare:  il bando è stato il primo, in Italia, per la progettazione di un’infrastruttura cicloturistica di lunga distanza. Un bando unico, del valore di 1.8 milioni di euro, per un’opera pubblica che attraversa il territorio di 4 regioni, 13 province e oltre 120 comuni.

Un modo per valorizzare il nostro territorio, farlo crescere e riscoprire la bellezza c’è. Ed è viaggiare su due ruote, pedalando, respirando e ascoltando la natura che circonda il Po.

Caterina Zanirato

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