08 Giugno 2019 11:30

LENDINARA

Teatro Ballarin con le scuole: un grande successo per l’edizione 2019

Sono 313 i ragazzi che si sono messi alla prova sul palcoscenico con oltre 1200 spettatori


LENDINARA – Il Teatro Ballarin con le scuole 2019 ha chiuso il sipario. Cinque spettacoli, 313 ragazzi che si sono messi alla prova e hanno solcato il palcoscenico del teatro di Lendinara,  oltre 1200 spettatori.
Il primo spettacolo è stato “Leo”, proposto il 6 aprile dal laboratorio teatrale dell’istituto comprensivo Alberto Mario di Lendinara che ha fatto il punto sulle importanti e trasversali capacità del genio di Leonardo Da Vinci, l’ultimo “Vasandhi. La primavera della libertà” presentato dal laboratorio teatrale del liceo Paleocapa di Rovigo il 1 di giugno.

Il 4 maggio è stato il turno dei ragazzi dell’istituto Primo Levi di Badia Polesine che hanno messo in scena “Lysistrata. No sex? No war?”, riadattamento della celebre opera di Aristofane per la regia di Georg Sobbe. Si è trattato di un vero e proprio atto di accusa contro l’insensatezza di ogni guerra, che i giovani attori hanno interpretato intrecciando l’impegno etico con il filo dell’ironia. Convincenti tutti gli interpreti che hanno saputo dare prova della loro bravura in un’opera caratterizzata da evidente coralità.
Ottimo riscontro di pubblico, con la gradita presenza di Antonio Giolo, componente del consiglio generale di Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, anche per lo spettacolo “Memorie: sulle tracce di un popolo errante”, proposto dalle classi seconde e terze della scuola media “Venezze” dell’istituto comprensivo Rovigo 2, in collaborazione con il conservatorio “Venezze” di Rovigo. Il testo ha ripercorso le vicende legate alle migrazioni del popolo ebraico, culminando con la tragedia dell’Olocausto. Il testo è frutto di una ideazione originale per la regia di Giorgia Bisio, con la direzione musicale di Daniela Borgato e il coordinamento musicale del direttore del conservatorio, Giuseppe Fagnocchi. Suggestiva la scelta delle fonti musicali, i testi sono stati ispirati alle letture tratte da Primo Levi, Hannah Arendt e Arnold Schönberg e da testimonianze documentali di sopravvissuti alla Shoah. Si è trattato di uno spettacolo complesso, emozionante e coinvolgente, che i giovanissimi interpreti, sia attori che musicisti, hanno saputo rendere in modo efficace.

Spettacolo scoppiettante quello proposto dagli allievi della scuola media “Casalini” dell’istituto comprensivo Rovigo 3 andato in scena il 25 maggio. Il musical “Magari mi metto a dieta” di Elena Storchi e Renato Giorgi è stato interpretato con brio, mettendo in luce alcuni piccoli e grandi problemi legati all’amicizia, all’adolescenza, all’accettazione di sé e del proprio corpo. Di un musical si è trattato, con tanto di balletti, musica e canzoni eseguite dal vivo. Bravissimi i giovani attori, che hanno divertito con la loro convincente interpretazione il numeroso pubblico; belle le coreografie e belle anche le musiche: uno spettacolo corale, insomma, in cui ogni allievo ha avuto la propria parte, sotto la regia di Silvia Ramazzina, Licia Ferracin, Matteo Ferlin e Sara Piffer, coreografie di Graziella Nania, docenti dell’orchestra Claudia Lapolla, Silvia Massimi, Luisa Casini e Sandra Drago.

La conclusione con “Vasandhi. La primavera della libertà”, del laboratorio teatrale del liceo Paleocapa di Rovigo, ha portato i ragazzi ad affrontare temi sempre attuali ed urgenti, come gli affetti, la povertà e la solitudine, la violenza e la morte, fino all’epilogo finale nel riscatto della propria dignità. Si è trattato di un libero adattamento del libro di Rinaldo Boggiani, curato da Ciro Mattia Gonano e Rosanna Beccari. Il libro racconta la biografia di una donna indiana (Vasandhi, presente tra il pubblico e visibilmente emozionata) trapiantata dalla sua terra in Italia. Attraverso la narrazione delle sue peripezie, da un mondo apparentemente lontano dal nostro per usi, cultura e religione ma sorprendentemente simile nei sentimenti, la vicenda umana di Vasandhi è stata adattata al vissuto dei giovani interpreti secondo la chiave di lettura di ragazzi occidentali.

Soddisfatti gli organizzatori dell’articolato progetto che porta a teatri bambini, ragazzi, scuole e famiglie chiamato “Il teatro siamo noi”, vincitore del bando Culturalmente di Fondazione Cariparo in collaborazione con il Comune di Lendinara e il patrocinio di Regione Veneto.

“Offrire il palcoscenico prestigioso come quello del teatro Ballarin alle scuole è un’esperienza che le aiuta a rendere incisivo e di interesse il percorso teatrale avviato e nel tempo a sviluppare sempre maggiore qualità e capacità di coesione – spiega Irene Lissandrin, presidente del Comitato del Teatro Ballarin ideatore e organizzatore di questa iniziativa -. Vedere la felicità degli studenti che sono riusciti a mettere in piedi, assieme agli insegnanti, uno spettacolo dalla A alla Z, è una grande gioia e ci fa capire che questo è un percorso che ha un alto valore educativo e formativo oltre che culturale”.

Liviana Furegato, presidente dell’associazione teatrale La Tartaruga, partner del Comitato, d’altro canto ribadisce: “Dobbiamo lodare i tanti ragazzi che hanno vinto paure e timidezza e si sono divertiti e noi con loro”.

“Grazie al Comitato del teatro Ballarin – sottolinea il sindaco Luigi Viaro – che ha integrato, nell’attività di un anno, la proposta tradizionale della prosa con Il teatro siamo noi, progetto che ha il merito di portare le diverse scuole, e quindi le famiglie degli studenti, a conoscere il teatro di Lendinara, avvicinandoli al mondo del teatro”.

C’è ancora qualche giorno per la partecipazione al concorso “Il teatro siamo noi” scadrà il prossimo 15 giugno. Ultimissimo appuntamento de “Il teatro siamo” noi si terrà il 21 settembre con il Gran finale, premiazioni e attestazioni a scuole e gruppi teatrali, dopo lo spettacolo intitolato “ABC del teatro” della compagnia Pantakin da Venezia con la regia di Marcello Chiarezza.

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