07 Giugno 2019 10:27

GUARDIA DI FINANZA

Operazione Mercurio: sequestrati due kg di “Cannabis light”

Un'azienda con sede a Rovigo smerciava prodotti fingendo ci fosse un basso Thc


ROVIGO – E’ cominciata all’alba di ieri l’operazione Mercurio dei militari del comando Provinciale di Rovigo rivolta a contrastare il commercio on line di cannabis.

Occultati nelle pieghe di alcune incertezza normative di settore contraddistinte da interpretazioni giurisprudenziali alternativamente favorevoli, sono proliferati negozi virtuali e fisici di erba “spacciata” per light, ma che in realtà, come emerso nel corso delle indagini durate diversi mesi, di light non avevano nulla. I finanzieri, infatti si sono imbattuti in una attività commerciale completamente alla luce del sole che tramite i propri siti internet svolgeva una vera e propria attività di spaccio con lucrosi guadagni vendendo cannabis ben al di sopra dei limiti per essere considerata “light”.

A finire al centro delle indagini una nota srl con sede in provincia di Rovigo ma con unità operative nel padovano.

In definitiva, i due responsabili – T.W. di anni 64 e F.F. di anni 46, residenti nel padovano – avevano messo in piedi una lucrosa attività operante su tutto il territorio nazionale. I due indagati si approvvigionavano di cannabis proveniente da più origini (su cui ci sono in corso accertamenti), la miscelavano e la confezionavano con una propria etichetta. La particolare e subdola condotta posta in essere dagli amministratori della società, denunciati per traffico di sostanze stupefacenti ai sensi dell’art. 73 DPR 309/90, consisteva nel dichiarare in etichetta un valore legale del tenore di THC, >02%, che pertanto non avrebbe costituito alcun illecito. Tuttavia i riscontri effettuati mediante analisi dei prodotti, ha portato alla luce una verità diversa; ovvero un valore di THC decisamente più alto e fuori da ogni limite consentito dalla legge. Parimenti va segnalato che nei loro confronti, per gli stessi motivi, si procede anche per il reato di “Frode in commercio” ai sensi dell’art. 515 c.p., poiché nella etichetta che accompagnava i prodotti venduti veniva dichiarato un valore del CBD, componente legale aromatica che da pregio al prodotto, pari al 13% e che invece è risultato essere pari al 5%, determinando pertanto una qualità inferiore del prodotto in vendita.

Le indagini – durate alcuni mesi – hanno subito una accelerazione dopo che il 31 maggio scorso le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno definitivamente fatto chiarezza sulla materia, affermando che il commercio di infiorescenze di canapa costituisce reato sanzionato ai sensi dell’art. 73 del DPR 309/90. Le indagini condotte dai finanzieri della tenenza di Occhiobello, coordinati dal Gruppo di Rovigo, hanno consentito di accertare che la società interessata in realtà commercializzava prodotti contenenti sostanze stupefacenti in quantitativi ben al di sopra dei limiti di legge, con tenore di THC superiore alla soglia dello 0,60%, e quindi sostanze classificate appieno come stupefacenti

Grazie alle indagini svolte, il P.M. presso la Procura di Rovigo – Dott. D’ABROSCA Francesco – ha disposto ulteriori accertamenti e quindi emesso provvedimenti di perquisizione dei locali commerciali e delle abitazioni dei due responsabili. E’ proprio presso l’abitazione di essi che sono stati rinvenuti, occultati nella canna fumaria del camino, circa 90 barattoli di cannabis già confezionata e pronta per essere venduta.

Altra sostanza è stata rinvenuta allo stato sfuso, pronta per essere confezionata e smerciata.

Nel complesso sono stati sequestrati circa 2 kg di cannabis, barattoli ed etichette, oltre a documentazione di varia natura da sottoporre a ulteriore esame. Tutti i prodotti verranno sottoposti ad analisi.

L’attività di servizio, anche alla luce della recente Sentenza della Cassazione a Sezioni Unite del 31 maggio scorso in materia di vendita e commercializzazione della cd “cannabis light”, si inquadra nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti mascherate dalla vendita di prodotti apparentemente legali, e quindi innocui, e che invece, in barba a qualunque forma di controllo e di analisi chimica, risultano oltre che illegali, nocivi per la salute.

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