02 Giugno 2019 10:50

L'INIZIATIVA

Festa della Repubblica, celebrazioni in piazza Vittorio Emanuele

Forze civili e militari riunite per festeggiare il due giugno


ROVIGO – Si sono svolte oggi le celebrazioni per il 73° anniversario della proclamazione della Repubblica. La cerimonia si è tenuta in piazza Vittorio Emanuele II ed ha preso il via con la rassegna dello schieramento da parte del Prefetto di Rovigo, accompagnato dal Comandante provinciale della Guardia di Finanza; hanno fatto seguito l’alzabandiera e la deposizione delle corone al Monumento ai Caduti presso il palazzo della Gran Guardia con la resa degli onori ai Caduti.

“Il 2 giugno di 73 anni fa nel Paese si tenne il referendum sulla forma istituzionale, dopo 75 anni di regno, gli Italiani scelsero di ergere l’Italia a Repubblica costituzional – ha dichiarato il commissario comunale Nicola Izzo -. In quella consultazione, la prima in cui fu riconosciuto il diritto di voto anche alle donne, la provincia di Rovigo espresse la sua volontà con una partecipazione ben superiore alla media del Paese, si recarono al voto il 93,23% dei cittadini in confronto all’89% nazionale. Anche nell’espressione di voto la scelta dei Rodigini fu più decisa, assegnarono, infatti, una netta maggioranza alla scelta repubblicana: il 67,22% a fronte del 54% Nazionale, confinando così l’istituto Monarchico in un modesto 32,78%. Questi dati ci danno la plastica visione di quanto grande, determinata e forte fosse in queste terre la passione civile, l’anelito repubblicano ed il desiderio di rimuovere, per sempre, la presenza storicamente discutibile della monarchia sabauda”.

E prosegue: “Gli Italiani scelsero la Repubblica perché Repubblica etimologicamente è forma di governo in cui i cittadini, attraverso i propri rappresentanti, partecipano alle scelte che influenzano la loro vita, la loro libertà, i loro diritti, il loro lavoro, la loro dignità. Ed i rappresentanti del Popolo non possono mai non tener conto questa loro responsabilità pubblica nell’amministrare. Specie nei momenti difficili della politica chi è chiamato ad amministrare ha il dovere di farlo con trasparenza, sobrietà, rigore, con umiltà e senso del dovere, attenzionando le emergenze e dando ad esse risposte concrete, ricercando l’unità e, soprattutto, ricordando sempre che si Governa nell’interesse di tutti e non solo della propria parte. In quella consultazione del 2 giugno, oltre alla scelta istituzionale nacque l’Assemblea Costituente che genero’ la Costituzione, figlia voluta e desiderata da tutti, portatrice di Valori indiscutibili di cui tutti dobbiamo avere coscienza ed a cui, tutti, dobbiamo ispirarci. Il 28 maggio del 1947, con Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, la data del 2 giugno 1947, primo anniversario del referendum che instaurò la Repubblica, fu proclamata festa nazionale. Anche questa data, simbolica espressione di unità e senso di italianità, ha avuto travagliata sorte. Il 2 giugno, infatti, fu giorno festivo fino al 1977, quando la data della Festa della Repubblica fu spostata alla prima domenica del mese. Solo nel 2001, per iniziativa del Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi, il 2 giugno è tornato giorno festivo e data in cui si svolgono tutte le celebrazioni della Festa della Repubblica. In questa data oggi il Paese riconosce la festa della Repubblica, riconosce la sua unità, i suoi valori, riconosce e rispetta quel complesso bilanciamento dei diritti e dei doveri che sono il sale della libertà e danno dignità ad una democrazia. Viva l’Italia, viva l’Italia unita e repubblicana”.

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