07 Giugno 2019 09:41

ELEZIONI ROVIGO

Faccia a faccia Gaffeo – Gambardella: ecco l’intervista doppia

I due candidati sindaco si affrontano in diretta rispondendo a 10 domande sul futuro della città


ROVIGO – Mancano 48 ore alla sfida che vedrà contrapposti Edoardo Gaffeo, candidato del centrosinistra, e Monica Gambardella, candidata del centrodestra, per diventare il nuovo sindaco di Rovigo. Ecco quindi le loro risposte a un’intervista doppia che li vede confrontarsi sui loro programmi e sulle loro visioni future per la città.

“Ho messo a disposizione della città le mie competenze e la mia passione per cercare di cambiare l’andazzo che c’è stato in città negli ultimi anni” spiega Gaffeo. “Sono una donna nata e vissuta a Rovigo che ama la propria città, sono abituata a organizzare e programmare, con un profilo tecnico ma anche umano, perché prima di tutto viene la persona” gli fa eco Gambardella.

“Il mio avversario rappresenta la continuità con l’amministrazione passata, la coalizione è la stessa che ha sostenuto Bergamin” afferma Gaffeo. “Il mio avversario non ha nella sua vita l’esperienza per governare questa città: c’è bisogno di una persona concreta che sappia stare in mezzo alla gente, con la gente e conosca i problemi di Rovigo” prosegue Gambardella.

Ecco le loro tre priorità: “Attenzione alle persone, alle loro esigenze, recuperando un senso di comunità attraverso una partecipazione attiva e farlo attraverso l’innovazione, sociale e tecnologica” spiega Gaffeo. Per Gambardella: “Sicurezza, la qualità e il lavoro. Sicurezza come vita vissuta in protezione civile, ma anche nelle strade e nei prodotti che consumiamo. Le nostre eccellenze devono essere riconosciute e rilanciate per garantire possibilità di lavoro”.

Per quanto riguarda la futura giunta: “La mia giunta sarà composta da sette persone, quattro scelte dalla società civile e tre provenienti dalle liste che supportano la mia candidatura, senza continuità amministrativa verso il passato” spiega Gaffeo. “Terrò conto dei meriti, delle proprie attitudini e del risultato emerso dalle urne, per rispetto dei cittadini. Eviterò di dare incarichi delicati in maniera affrettata” spiega Gambardella.

La prima cosa che farà Gaffeo, se diventerà sindaco sarà quella di “appendere alla finestra del Comune lo striscione Verità per Giulio Regeni” spiega il candidato, mentre Gambardella “Voglio conoscere bene tutti i dipendenti del Comune e come è strutturato a livello di servizi e come sono strutturate le pratiche. Partendo dalla conoscenza, posso riorganizzare e rendere più efficiente ogni passaggio”.

Per il centro storico Gaffeo vede “un centro storico più abitato, più vivo. La cittadinanza va incentivata a frequentarlo, con un progetto di mobilità sostenibile, un’isola pedonabile ampia per farlo utilizzare come un centro commerciale all’aria aperta”. Per Gambardella invece: “La visione che ho è quella di un centro più bello, curato, accogliente e vivibile. Partirò dal sistema infrastrutturale di strade, ciclabili e illuminazione, passando poi alle piazze. Per alcuni progetti ci sono già finanziamenti, come piazza Duomo, ma pensate anche la riqualificazione di piazza Merlin tramite la giusta illuminazione. Non vogliamo consumare ulteriore suolo, ma riqualificarlo anche con la partecipazione dei privati”.

Sul tema università e lavoro, Gaffeo precisa “I ragazzi che si sono costruiti una carriera universitaria devono trovare lavoro di qualità dentro alla nostra provincia. L’unica strada è coniugare i percorsi formativi universitari con scelte insediative di natura produttiva in maniera intelligente”. Per Gambardella: “Mancano alcuni indirizzi universitari legati al territorio: sarà mia cura parlare con gli Atenei perché è più facile trovare risposte guardando alle esigenze degli imprenditori e delle aziende del territorio. Stessa cosa per l’alternanza scuola lavoro per gli studenti delle superiori”.

Sui grandi vuoti urbani da riempire, Gaffeo precisa: “Dobbiamo ragionare in ottica unitaria: non sono singole caselle, ma pezzi del puzzle dell’urbanistica della città. Per l’ex caserma il Demanio ha già fatto le proprie scelte, per quanto riguarda l’ex stazione delle corriere si può pensare di trasformarlo in parco urbano senza cementificare ancora”. Gambardella: “Abbiamo dei grandi spazi con cui ridisegnare l’edilizia della città. Da una parte abbiamo l’edilizia giudiziaria che deve rimanere in centro, dall’altra abbiamo il sistema parcheggi, che è necessario per chi vuole visitare il centro. Un sistema diffuso di parcheggi consentirebbe di costruire una viabilità migliore, per questo è importante rendere più fruibile il multipiano”.

Sul lodo Baldetti ognuno dei due si lancia una frecciata, dando la colpa alle giunte precedenti, una di centrosinistra e una di centrodestra: “Avremmo potuto pagare meno se Bergamin avesse fatto altre scelte. Fortunatamente i soldi sono stati accantonati, bisogna verificare che la somma complessiva sia quella preventivata, esploreremo tutte le modalità per pagare qualcosa di meno” spiega Gaffeo. Gambardella contrattacca: “Nel 2006, in giunta c’era l’assessore Romeo, venne approvato il progetto del polo natatorio, nel 2009, sempre con giunta Merchiori, dovevano essere cedute le aree dell’ex Baldetti, cosa che non è stata fatta e che ha causato l’inizio del famoso Lodo, poi ereditato da Piva. Fortunatamente grazie alle amministrazioni che mi hanno preceduto è stata accantonata la somma massima ipotizzabile per chiudere il lodo. Se si abbasserà la somma ci saranno delle economie: non si rischia più il dissesto. Nel caso avrei intenzione di agire con nuove assunzioni per garantire servizi”.

Quale sarà la nuova identità di Rovigo? “Mi piacerebbe che a Rovigo succedesse quello che sta succedendo al Censer grazie alla cultura. E’ possibile fare impresa con la cultura e valorizzare i tanti bravi giovani che ci sono, facendo diventare la città più intelligente” spiega Gaffeo. La visione di Gambardella invece è quella di “Una città a misura d’uomo, più smart, moderna, più pulita, più rispettosa dell’ambiente, più attenta alle persone e sicuramente ci saranno meno buche, ve lo assicuro”.

Nel saluto finale, i due colpi di fioretto tra avversari: “Saluto Monica in diretta, ma poi visto che usa molto il cellulare le manderò in messaggio” attacca Gaffeo. “Caro professore è stata una bella sfida, ci ritroveremo in consiglio comunale e lì ti accorgerai che sono una donna determinata e sono completamente diversa dal mio predecessore” risponde convinta Gambardella.

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