16 Maggio 2019 12:00

L'INTERVISTA

Un rodigino alla conquista di Facebook

Leonardo Piacentini lavora a San Francisco, come "Production Engineer" per Mark Zuckerberg


ROVIGO – Ha 39 anni ed è nato e cresciuto a Rovigo. Ma oggi, Leonardo Piacentini, è uno dei guru di Facebook, a San Francisco, alla corte di Re Mark Zuckerberg, nell’azienda più conosciuta al mondo. Ironia della sorte, ha iniziato a occuparsi di informatica abbastanza tardi, verso i 14-15 anni, avendo frequentato il liceo linguistico: “La maggior parte di nozioni le ho imparate da solo, a casa, sperimentando con vari tipi di computer e sistemi operativi, con i miei genitori che mi urlavano di studiare invece di passare le notti in piedi” scherza Leonardo.

Qual è stato il tuo percorso scolastico poi?

“Dopo le superiori, ho avuto alcune esperienze lavorative in zona, che mi hanno spinto a iscrivermi alla triennale di Informatica a Ferrara (non ingegneria informatica). Mi sono laureato con 110 nel 2008. Nello stesso anno, ho avuto l’opportunità di spostarmi a Ginevra per lavorare alla Commissione dei Rifugiati dell’ONU nel team che si occupava di reti informatiche. A quel tempo fui assunto con contratto temporaneo per 3 mesi; ma divennero 3 anni grazie a vari rinnovi. In quel tempo sviluppai un piccolo computer per i vari gruppi di soccorso in zone remote di crisi: questo computer offriva connettività satellitare alle varie organizzazioni sul territorio. Verso metà del 2011 iniziai a cercare lavoro in qualche altro paese, dove si parlasse inglese come lingua principale. Feci domanda a Facebook quasi per scherzare, attraverso la pagina “Careers” sul sito, poiché per la maggior parte cercavo in Inghilterra e, a dir la verità, non avrei mai pensato prendessero me. Invece dopo ben nove colloqui, a metà Dicembre 2011 feci le valigie e andai in California”.

Com’è lavorare dentro Facebook?

“Da allora sono rimasto a Facebook, il che non è solito visto che la durata media in azienda è di un paio di anni. Il ritmo è abbastanza sostenuto, ma come impiegati siamo trattati molto bene e con varie possibilità di crescita come ingegneri o manager (contrariamente alle classiche compagnie tradizionali, manager è una carriera parallela e non uno step necessario per avanzare di carriera). La mia posizione è “Production Engineer”, una mezza via tra uno sviluppatore e il classico amministratore di sistema, giusto per avere un’idea. Da qualche anno mi occupo di sicurezza informatica dell’infrastruttura di Facebook, mentre la sicurezza della piattaforma (cioè il sito) è in mano ad altri team”.

Ti manca casa?

“Di Rovigo mi mancano famiglia e amici, però purtroppo come situazione lavorativa per me oramai non c’è più paragone. Mi ritengo fortunato che posso tornare abbastanza spesso, poiché ogni tre o quattro mesi vado all’ufficio di Londra e poi faccio un salto a casa”.

Quale consiglio vuoi dare ai giovani che sognano una carriera come la tua?

“Di solito consiglio a tutti di fare un’esperienza all’estero, se possibile. Non deve per forza essere in California. Andare in un altro paese e viverlo ti apre la mente, ti fa conoscere persone differenti, punti di vista differenti e culture differenti. In più cavarsela in inglese o nella lingua locale per affrontare la vita lavorativa e privata, ti dà una marcia in più”.

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