17 Maggio 2019 15:59

ECONOMIA

RovigoBanca, nel 2018 un utile di 2,8 milioni di euro

Il presidente Liviero presenta i dati del documento economico che domani sarà presentato ai soci


ROVIGO – Anche per il 2018, RovigoBanca si appresta a chiudere il bilancio con il segno più, con un utile pari a 2,8 mln di euro e crediti non performing dimezzati. Il progetto di bilancio dell’esercizio 2018 che sarà sottoposto all’approvazione della prossima Assemblea dei Soci convocata per sabato 18 maggio 2019 presso il Cen.Ser di Rovigo, rappresenta un’ulteriore ed importante tappa nel processo di rafforzamento della RovigoBanca.

La raccolta complessiva ha evidenziato una crescita significativa da 936,4 mln di euro a 951,8 mln di euro, con un incremento assoluto pari a 15,4 mln di euro. In dettaglio la raccolta diretta ha palesato una crescita da 642,9 mln di euro a 652,7 mln di euro, mentre quella indiretta ha confermato il sentiero dello sviluppo da 293,4 mln di euro a 299,0 mln di euro. I crediti alla clientela hanno palesato una contrazione da 454,7 mln di euro a 421,4 mln di euro, soprattutto a seguito di una straordinaria cessione di crediti non performing per l’importo lordo di 44,6 mln di euro. In virtù di tale operazione l’Istituto ha saputo praticamente dimezzare i crediti non performing da 113,7 mln di euro a 58,6 mln di euro (-48,4%), associando altresì un’attenta politica di gestione attiva delle posizioni medesime.

In tal modo l’NPL ratio (rapporto tra crediti non performing lordi e totale crediti lordi) è sceso dal 22,0% al 13,1% ed il Texas ratio (rapporto tra attività deteriorate nette e patrimonio netto dedotte le attività immateriali) ha palesato una virtuosa contrazione dal 102,6% al 78,8%.

“La Banca ha potuto affrontare il lungo periodo di difficoltà dell’economia locale forte anche di una posizione di liquidità solida, con attività finanziarie per 479,3 mln di euro, prevalentemente investite in titoli governativi di breve e media durata – spiega il presidente Lorenzo Liviero -. Passando all’esame delle dinamiche economiche si evidenzia innanzitutto la rilevante crescita del margine di interesse da 11,2 mln di euro a 14,8 mln di euro, mentre le commissioni nette sono rimaste stabili a 7,2 mln di euro. Il margine di intermediazione ha palesato un incremento, passando da 25,7 mln di euro a 26,1 mln di euro. Le rettifiche di valore per il deterioramento dei crediti sono state pari a 6,5 mln di euro, in linea con il valore iscritto nell’esercizio precedente”.

I costi operativi hanno evidenziato una marcata riduzione da 17,9 mln di euro a 16,8 mln di euro, soprattutto a seguito della rilevante contrazione registrata nei costi del personale da 12,3 mln di euro a 11,1 mln di euro, a seguito del pieno dispiegarsi degli effetti delle iniziative di incentivo all’esodo poste in essere nel tempo dagli amministratori.

L’esercizio si è chiuso con un utile netto pari a 2,8 mln di euro che ha consentito di rafforzare ulteriormente la solidità complessiva dell’Istituto, che presenta un Total Capital Ratio pari al 15,77%.

 

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