18 Maggio 2019 19:43

RUGBY TOP 12

Il sogno si trasforma in un incubo: la Rugby Rovigo perde 33 a 10

Una finale di scudetto amara per i Bersaglieri e per i tanti tifosi in trasferta a Calvisano


ROVIGO – Niente da fare. La Femi Cz Rugby Rovigo Delta non è riuscita a battere il Calvisano in casa nella finale di scudetto di quest’anno e porta a casa una sconfitta chiara, netta, senza possibilità di replica. Il Calvisano si dimostra nettamente più forte e conclude il match con un 33 a 10 che brucia tantissimo ai numerosi rodigini presenti allo stadio, nonostante la pioggia e la trasferta.

Parte subito forte il Calvisano che si impone fin dai primi minuti arrivando ad ottenere un calcio a favore al 3’ che Pescetto mette tra i pali per i primi tre punti. Rovigo non demorde e dopo aver tentato un drop con Antl, che non riesce a centrare i pali, ottiene un calcio a favore che Mantelli trasforma per il 3-3. Rovigo prova varie incursione che non riesce a concretizzare anche a causa dell’ovale scivoloso. Un errore dei rossoblù al 11’ favorisce Pescetto che dalla piazzola centra i pali, 6-3. Nei minuti successivi Rovigo prova ad alzare il ritmo con delle belle azioni nella metà campo avversaria e si fa valere anche con il pack ottenendo al 22’ un calcio a favore: nonostante la posizione centrale, da lunga distanza Mantelli non centra i pali. L’apertura dei Bersaglieri ci riprova dai 10 metri al 27’ ma anche questa volta il piazzato non va a buon fine. I tuttineri risalgono il campo e dopo aver ottenuto una touche sui 22 dei rossoblù al 33’ Pescetto centra i pali per 9-3. Ancora pochi minuti dopo, Calvisano ottiene un altro calcio a favore che ancora Pescetto mette tra i pali, chiudendo il primo tempo con il risultato parziale di 12-3.

Nella ripresa Calvisano mantiene alto il ritmo e al 45’ il pack dei tuttineri ottiene un calcio a favore. Pescetto centra i pali, 15-3. Calvisano sempre più cinico riesce ad imporre il proprio gioco allungando ulteriormente al 53’ con Pescetto, 18-3. I rossoblù non demordono e provano varie incursioni nei 22 avversari, senza però riuscire a concretizzarle. Calvisano torna a tenere salde le redini del gioco e dopo una touche sui 5 metri avversari tutta la squadra spinge in maul superando la linea di meta: l’arbitro decide di consultarsi con il TMO e poi assegna la meta a firma di Manfredi. Pescetto non trasforma; 23-3. Al 69’ un calcio di liberazione del Calvisano arriva a pochi centimetri dalla linea di meta e purtroppo la strenua difesa di Barion non riesce a fermare Bruno che schiaccia l’ovale. Pescetto trasforma per il 30-3.Al 75’ i padroni di casa rimangono con un uomo in meno per un giallo a Morelli. Nonostante l’inferiorità numerica i tuttineri riescono ad ottenere un calcio a favore che Bordoli mette tra i pali, 33-3. Negli ultimi minuti del match i rossoblù non demordono e al 80’ Canali va a schiacciare l’ovale oltre la linea. Chillon fissa il risultato finale sul 33-10.

Sembra ormai lontano quel 2016 in cui, proprio a 80 anni dalla fondazione della squadra, si celebrava la vittoria dello scudetto con entusiasmo al Battaglini: è tornata l’atmosfera cupa, da maledizione, di finali perse nonostante il brillante campionato.

 

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