29 Maggio 2019 18:17

ROVIGO

Emergenza idrica, sei mesi dopo: investimenti per oltre 12 milioni di euro

Gli interventi messi in campo da Acquevenete per scongiurare criticità come quelle dello scorso ottobre


ROVIGO – A sei mesi dall’emergenza idrica che, a fine ottobre 2018, causò l’interruzione dell’erogazione per 75.000 utenze di nove comuni rodigini, Acquevenete fa il punto sugli interventi già realizzati e sui consistenti investimenti messi in programma per il potenziamento delle centrali sul fiume Adige. Complessivamente, si tratta di nuove opere per un valore che supera i 12 milioni di euro, alcune delle quali già avviate, in parte sostenute dalla Regione Veneto nell’ambito della gestione emergenziale che ha visto la nomina del governatore del Veneto Luca Zaia a commissario delegato ai primi interventi urgenti di Protezione civile.

Vero nodo dell’emergenza idrica dello scorso ottobre, la centrale di Boara Polesine, è al centro di una serie di cantieri per potenziarla e renderla idonea anche a sostenere emergenze di carattere eccezionale, come l’ondata di maltempo di fine 2018. Alcuni interventi di recente ultimazione sono quelli relativi al rifacimento dell’impianto di rilancio in rete e al ripristino del serbatoio pensile presso la centrale, per un importo complessivo di 800.000 euro. Per altri 1,5 milioni di euro, è attualmente in corso di appalto l’adeguamento dei decantatori, con l’obiettivo di aumentare la ridondanza di trattamento dell’impianto. Ammonta invece a 5,5 milioni di euro il progetto per il potenziamento della centrale di Boara Polesine, già approvato dall’ATO Polesine e completato nella progettazione preliminare. Con questo intervento si andranno a realizzare nuovi comparti di processo (chiariflocculazione e filtrazione a sabbia), per garantire la potenzialità necessaria alla dismissione della centrale di Occhiobello e per creare una filiera parallela di processo.

Parallelamente, procedono gli interventi di Acquevenete sulle fonti di approvvigionamento, con due obiettivi principali: rifornire per quanto più possibile il Polesine con acqua pedemontana, proveniente dalle fonti di Carmignano di Brenta secondo quanto previsto dal MOSAV (Modello strutturale degli acquedotti del Veneto) e potenziare nel contempo le centrali sull’Adige. Il fiume Adige infatti sarà ancora strategico nei prossimi decenni e sarà anch’esso chiamato gradualmente anche a rimpiazzare l’approvvigionamento di acqua dal Po, che è ben più esposto al rischio di inquinanti emergenti (come il recente caso del cC6o4 ha dimostrato).

Per lavori di potenziamento della centrale di Cavarzere, necessari a ricevere la fornitura di acqua pedemontana attraverso il MOSAV, sono già stati stanziati 380.000 euro: il progetto esecutivo è già pronto e l’intervento è ora in conferenza di servizi pre gara. Inoltre, sono stati già finanziati lavori per 680.000 euro per l’adeguamento delle opere di presa delle centrali di Badia e di Cavarzere: anche questo intervento è già stato aggiudicato. È già in esecuzione anche un intervento di escavazione dell’alveo del fiume Adige in corrispondenza della centrale di Badia, per circa 200.000 euro. Tre ulteriori interventi riguarderanno le tre centrali sul lato padovano del fiume Adige: complessivamente 3,2 milioni di euro saranno investiti per le centrali di Piacenza d’Adige, Vescovana e Anguillara Veneta.

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