14 Maggio 2019 16:54

IRAS

“Da 18 anni attendiamo la riforma delle Ipab”

I sindacati protestano contro la Regione Veneto


ROVIGO – Ha preso il via questa mattina da Rovigo e da altre province venete, la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil per chiedere la riforma delle Ipab. Le segreterie territoriali, insieme alle Federazioni del Pubblico impiego e dei Pensionati, hanno espresso forte preoccupazione per un intervento atteso da 18 anni, indispensabile per tutelare l’assistenza agli anziani e il lavoro degli occupati. Il presidio svoltosi questa mattina davanti all’ingresso dell’Iras in via Giro Giacomo a Rovigo è la prima di una serie di iniziative che i sindacati intendono mettere in campo su questo tema. “Oggi – ha detto il segretario generale della Cgil Rovigo Pieralberto Colombo – iniziano tutte le manifestazioni in Veneto volte a sollecitare la Regione rispetto alla riforma delle Ipab. Non intendiamo accettare queste inerzia su temi sui quali si misura il grado di civiltà di un paese, come la sanità e l’assistenza agli anziani. Temi sui quali c’è un malessere che sta montando e che interessa anche la compressione dei diritti dei lavoratori”.

Francesca Pizzo, dell’Ust Cisl Padova Rovigo, ha ricordato che la riforma delle Ipab è una misura chiesta da anni. “In Polesine – ha detto – ci sono 19 strutture, tutte alle prese con problemi di sostenibilità economica. Il nostro timore è che si vada verso una trasformazione delle Ipab in Fondazioni di diritto privato, con un abbassamento della qualità del servizio e maggiori costi per l’utenza, mentre noi riteniamo indispensabile che diventino Aziende di Servizi alla persona e che debbano integrarsi con l’offerta di servizi e delle prestazioni sul territorio. La nostra mobilitazione proseguirà in tutte le province del Veneto e sarà portata a Venezia, davanti a palazzo Ferro Fini”. Secondo Davide Benazzo, di Fp Cgil Rovigo, “c’è un’inadempienza della Regione che rasenta la volontà di distruggere queste aziende. La mancanza di risorse porta a una situazione sempre peggiorativa per il mondo del lavoro e per l’assistenza. Sempre più spesso le strutture esternalizzano servizi a cooperative che pagano meno i lavoratori. Questo significa venir meno a un diritto dei cittadini. Perché i cittadini non autosufficienti hanno diritto all’assistenza. Invece la Regione sta lasciando lentamente morire le Ipab del Veneto per trasformarle in strutture private”.

Intanto i tempi si accorciano e per la Regione il rischio è che si arrivi a fine legislatura. Lo ha sottolineato Michele Roveron, della Cisl Fp Padova Rovigo. “C’è un problema legato alla programmazione regionale – ha detto – L’assistenza agli anziani attualmente viene interpretata come un business a tutti gli effetti. Le grandi multinazionali stanno investendo in questo settore. La programmazione regionale ha stabilito che l’assistenza venga divisa tra pubblico e privato, ma le condizioni sono molto diverse. Le cause sono numerose: la disparità fiscale, con l’Irap all’8% per il pubblico e al 2% per il privato, la mancata copertura per malattia o maternità da parte dell’Inps per il pubblico, la sottostima delle impegnative di residenzialità rispetto alle necessità reali. I privati fanno concorrenza sleale, offrendo una retta alberghiera più bassa, anche con il dumping salariale e mettendo a disposizione degli ospiti un’assistenza meno adeguata”.

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