31 Maggio 2019 16:51

VIDEOSORVEGLIANZA

Bartelle e Ruzzante dicono ‘no’ le telecamere negli asili

I consiglieri regionali: "Lo avevamo già detto in Veneto ma una Lega sorda e proiettata alla ‘pancia’ degli elettori non ci ha ascoltati"


VENEZIA – Prima di essere un caso nazionale, la questione del  ‘grande fratello’ negli asili è stata affrontata in Veneto come di progetto di legge da trasmettere al Parlamento, il numero 20.

“Nella relazione di minoranza al progetto di legge n. 20 –  precisa la Consigliera regionale Patrizia Bartelle di Italia in Comune – ho sempre sostenuto come questo non sia il modo corretto di affrontare il problema e che, piuttosto, sia necessario investire in formazione. Ad esempio seguendo le indicazioni fornite da Save the Children che propone l’adozione di un codice di condotta specifico e vincolante per ogni adulto a contatto con i minori e organizzando gli ambienti educativi al fine di impedire situazioni di isolamento degli stessi operatori”.

“Introdurre le telecamere, inoltre, può essere controproducente anche dal punto di vista delle indagini giudiziarie: un malintenzionato che sa di essere videosorvegliato è in grado di adottare comportamenti adattivi ed elusivi, mentre invece l’utilizzo delle telecamere da parte delle forze dell’ordine, predisposta in segreto nell’ambito di un’indagine, sfrutta l’effetto sorpresa e per questo è più efficace”.

Il Consigliere regionale Piero Ruzzante, dal canto suo, ha presentato un ordine del giorno, approvato dal Consiglio Regionale Veneto, che impegna la Giunta regionale ‘ad attivare e sostenere, in funzione di prevenzione e per quanto di propria competenza, tutte le azioni che consentano di intervenire sulle caratteristiche strutturali e di gestione dei servizi e, con particolare riferimento agli asili nido, a vigilare e verificare la sussistenza di un adeguato e corretto rapporto numerico educatori/bambini’.

“Per questo – concludono Bartelle e Ruzzante – ci siamo astenuti sulla proposta di legge statale in materia di videosorveglianza negli asili nido, nelle case di riposo e nelle strutture per disabili: il provvedimento centra un problema, quello degli abusi su persone che non si possono difendere, ma non inquadra la soluzione. Manca completamente un’ottica preventiva e la Lega non fa altro  che confermare il suo approccio ideologico puntando sulla repressione”.

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