19 Aprile 2019 15:16

ECONOMIA

Zes: “Un’opportunità sempre più concreta che sta unendo il territorio”

Il vicepresidente di Confindustria commenta i risultati che si stanno ottenendo in questa direzione, arriva anche il sostegno dell'europarlamentare Sernagiotto


ROVIGO – Si torna a parlare di Zes, zone economiche speciali, che stanno diventando un’opportunità sempre più concreta per il Polesine, unito all’area portuale di Marghera. Dopo l’incontro a Polesella di lunedì scorso, infatti, molti enti e molte istituzioni si stanno muovendo per creare il giusto percorso per attivare il riconoscimento di Zes ai 16 comuni polesani coinvolti, che porterebbe una ricaduta positiva in migliaia di euro di investimenti e 26000 posti di lavoro. Lo spiega Gian Michele Gambato, vicepresidente di Confindustria di Venezia e Rovigo, ai microfoni di Rovigoindiretta.

“Le Zes sono aree geografiche delimitate in alcuni contesti normativi europei dove sono previste agevolazioni di varia natura che non sono considerati aiuti di Stato, destinate a diventare attrattori di insediamenti produttivi – spiega Gambato -. Tradotto per le aziende che si insediano nelle Zes sono previsti sgravi sull’Iva, sgravi fiscali, agevolazioni in termini procedurali. Sono ben definite per diventare motori di sviluppo di un territorio. Il Polesine assieme all’area di Marghera può essere classificata area Zes in base al trattato economico europeo, per cui la Regione ha dato l’avallo con atto deliberativo”.

Purtroppo finora questo progetto non è ancora stato inserito nel piano di sviluppo economico del Governo, ma in questi giorni la pressione si sta facendo sentire: “La Regione ha dato la sua forte spinta, l’assessore Marcato e il presidente Zaia hanno detto espressamente di allargare l’area anche al Polesine. Il Governo, anche il relazione alle spinte di Confindustria e Regione, sta valutando di inserire in qualche provvedimento normativo l’inserimento della zona di Marghera e del Polesine come aree Zes. C’è una forte spinta in questo senso”.

Le ricadute positive sono molteplici: “La Zes porterebbe 2 miliardi e mezzo di investimento con 26mila posti di lavoro diretti. Un volano economico di proporzioni inimmaginabili. Inoltre un altro punto positivo è l’unione territoriale che si sta sviluppando attorno alla Zes: attorno a questo progetto sta emergendo che i comuni si stanno compattando, unendo, creando sinergie di spinta. Attorno ai grandi progetti e alle grandi idee si creano le grandi unioni territoriali che vanno al di fuori di quelle che sono le coloriture politiche, ma si crea una visione d’insieme”.

Proprio oggi, inoltre, arriva anche il sostegno dell’europarlamentare del Gruppo Conservatori e Riformisti – Fratelli d’Italia Remo Sernagiotto: “L’iniziativa dei territori veneziani e polesani per l’istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES) va sostenuta con coraggio a tutti i livelli: regionale, nazionale, europeo. Si tratta di una proposta seria e realizzabile. Massima attenzione dovrà essere posta anche ai nuovi finanziamenti comunitari per l’innovazione previsti per il periodo 2021-2027. Un’azione combinata tra questi strumenti è indispensabile per rilanciare l’economia dell’area e ottenere il massimo risultato”.

“Il territorio è compatto. E’ la prima volta in Europa che una Zes viene chiesta dal basso e non calata dall’alto. Per questo il mio appoggio è totale. Mi auguro che il Governo italiano faccia i passi formali e allarghi questa opportunità anche al Nord Italia. La misura finora è stata prevista solo per le Regioni del Sud come se nel nord del Paese non vi fossero aree fragili o comunque da recuperare”, afferma Sernagiotto.

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