25 Aprile 2019 08:53

MUSICA

Violino in castello in Accademia

In programma per sabato 28 aprile l'iniziativa promossa dall'associazione musicale Venezze


ROVIGO – Domenica 28 aprile in Accademia dei Concordi ultimo appuntamento della stagione concertistica proposta dall’Associazione Musicale Venezze e coordinata dal Maestro Luigi Puxeddu. Dalle 9.45 in tre turni, partiranno i tre gruppi per l’avventura di “Violino in Castello”.

L’evento, riservato ai soci dell’Associazione, è da tempo tutto esaurito. I fortunati che sono riusciti a trovare posto potranno salire per le scale del castello librario dell’Accademia dei Concordi dove a ogni piano il Presidente, professor Giovanni Boniolo, mostrerà e racconterà alcuni dei libri magnifici che formano il tesoro della biblioteca Concordiana e che sono sempre a disposizione dei cittadini rodigini. L’ascensione al sesto piano sarà accompagnata dal suono del violino di Sofia Gelsomini che eseguirà musiche di J.S. Bach. Alla fine il maestro Massimo Contiero parlerà del volume dedicato al Conservatorio Venezze da Sergio Garbato, cui l’evento è dedicato. I volumi che si mostreranno avranno come filo conduttore l’immagine e saranno disposti cronologicamente a partire da un esemplare del ‘300 per arrivare a uno di fine ‘700.

In particolare, via via, si potrà godere dello spettacolo offerto da, in primo luogo, Seneca, Epistole a Lucilio: uno splendido codice trecentesco in pergamena, già esibito per “Cello nel Castello”, che contiene il volgarizzamento delle epistole di  Seneca a Lucilio, è un volume adornato di eleganti miniature, con le iniziali fregiate di arabeschi di vario colore e squisite figurine. Secondo, Francesco Petrarca, I Trionfi: volume del 1500 contente il poema allegorico in volgare italiano terminato nel 1324 da Petrarca, è  stampato a  composizione variabile  con caratteri romani ed è illustrato con 6 stupende xilografie di grande bellezza a piena pagina raffiguranti i Trionfi (Amore, Castità, Morte, Fama, Tempo ed Eternità). Terzo, Ulisse Aldrovandi, Ornithologiae: prima edizione del 1599 del celebre trattato di ornitologia del grande naturalista bolognese contenente magnifiche illustrazioni a piena pagina di descrizioni di uccelli. Ogni capitolo descrive non solo le varie specie (aspetto, localizzazione geografica, abitudini alimentari, malattie, modi di cattura), ma anche i loro usi medicinali, le favole e  i proverbi di cui sono protagonisti, i geroglifici e le monete su cui appaiono; sono inclusi anche uccelli mitologici come le arpie, poiché l’opera raccoglie l’eredità dei bestiari medievali, nei quali accanto ad animali reali si trovano anche creature immaginarie e mostruose. Quarto, sempre di Ulisse Aldrovandi, Serpentum e draconum historiae:  esemplare del 1640 con grandi illustrazioni xilografiche raffiguranti serpenti, rettili, draghi.  Quinto, Torquato Tasso, La Gerusalemme liberata: prima edizione di un “monumento tipografico”, considerato il più bel libro veneziano  del ‘700 con tavole disegnate da G.B. Piazzetta. È un’edizione che caratterizza un’epoca e che merita l’ammirazione che oggi ancora la circonda e alla cui fine si trova la gradevolissima sorpresa dell’apparizione dell’editore Albrizzi e del suo prezioso collaboratore Piazzetta, amichevolmente conversanti all’ombra di un boschetto dominato da un’agreste rovina. Sesto, Giambattista Tiepolo, Varj capriccj: volumetto del 1785 contenente acqueforti incise dal Tiepolo e i cui temi sono quelli della pittura a capriccio, con scene fantasiose di mistero e magia ispirate a suggestioni letterarie e filosofiche del tempo; i Capricci costituiscono una delle serie più rappresentative di acqueforti nella produzione grafica del grande artista veneziano.

 

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