26 Aprile 2019 11:38

CORBOLA

Torna l’allarme bocconi avvelenati: attenzione agli amici a quattro zampe

Le principali destinatarie sono le nutrie, ma inevitabilmente mettono a rischio anche tutti gli altri animali


CORBOLA – Per eliminare le nutrie si ammazzano la fauna selvatica e gli animali domestici dei vicini. Era già successo nel febbraio 2017 ad Arquà Polesine e più recentemente, nell’agosto scorso a Nogara, nella Bassa veronese. “Ora, proprio in questi giorni, nella zona di Corbola nell’area rurale tra via Sabbioni e via Linea” spiegano Emanuela Casalicchio e Luca Gianni Moretto.

La scena è la stessa di sempre: bocconi avvelenati, intrisi di Warfarin, o altri farmaci cumarinici spesso associati ad altri principi attivi in grado di pontenziarne l’effetto anticoagulante, seminati lungo gli argini, un cocktail assassino che lungi dall’essere una risoluzione, mette a rischio l’incolumità di tante specie selvatiche. Anche le conseguenze sono quelle di sempre, carcasse di lontre e topi a galleggiare trascinate dalla lenta corrente degli scoli e dei collettori, che diventano esse stesse mortali insidie itineranti per i predatori autoctoni. Ma ancora più subdola e odiosa è la minaccia a cui sono sottoposti gli animali domestici: cani a passeggio, gatti a zonzo secondo consuetudine, senza contare che spesso sono gli uccelli a recapitare involontariamente a domicilio le esche mortali anche a chilometri di distanza.

“Occorre segnalare la nuova insorgenza di un rischio imprevedibile a fronte della tiepida sensibilità delle agenzie preposte a cui spetterebbe in realtà una più attenta vigilanza e dalle quali è giusto esigere maggiore attenzione al problema – spiegano i due denunciatari -. Infatti, è pur vero che le nutrie rappresentano nelle nostre zone un elemento dannoso e privo di fattori di controllo naturali, la legislazione che ne ha sancito lo status di elemento nocivo ha però ben definito i margini delle azioni lecite di controllo e repressione. I piani di eliminazione delle nutrie prevedono solo la cattura con trappole o l’eliminazione con armi da fuoco, non l’avvelenamento, che è anche un reato”.

L’ordinanza vigente del Ministro della Salute, sottolinea come “Con l’adozione delle precedenti ordinanze in materia si è ottenuto un maggior controllo del fenomeno con una significativa riduzione dell’incidenza degli episodi di avvelenamento e con individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti, rappresentando quindi un deterrente per il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi”. Tuttavia il fenomeno non è stato eliminato. Continuano a verificarsi numerosi episodi, accertati da approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali territorialmente competenti, di avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati disseminati nell’ambiente. Si tratta sicuramente di reati minori, ma spesso, sono proprio questi ultimi i più preoccupanti per la loro banalità intrinseca.

Per questo è necessario diffondere la notizia e creare consapevolezza.  Non ultimo è poi l’auspicio che il comune di Corbola, in capo al quale ricade ogni competenza, decida in tempi rapidi di intervenire con strumenti efficaci, mettendo in atto tutte le sinergie necessarie per porre in sicurezza l’area, neutralizzando il pericolo per incolumità pubblica.

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