02 Aprile 2019 15:17

ANTONIO ROSSINI

Teppistelli indisturbati, peggio i genitori dei figli

L'intervento dell'ex consigliere comunale


L’intervento dell’ex consigliere comunale, Antonio Rossini.

“Dopo molte interpellanze presentate in questi ultimi tre anni e mezzo e caldeggiate  dai cittadini per proporre soluzioni ai problemi di decoro e di sicurezza urbana, anche alla luce degli ultimi eventi in Piazza XX settembre e giardini due Torri (luoghi di degrado di cui mi sono occupato in diverse occasioni), ritorno sul concetto che ordine pubblico e sicurezza non sono la stessa cosa.
Il mantenimento dell’ordine pubblico è  esclusivo compito delle istituzioni, mentre la sicurezza è un bene comune che anche tutti i cittadini, individualmente e collettivamente, dovrebbero sentirsene responsabili e pertanto hanno il dovere collaborare attivamente con le forze di polizia e l’amministrazione comunale.
Il concetto di sicurezza urbana é uno degli obiettivi programmatici  che da tempo porto avanti con proposte concrete, una necessità importante per i nostri cittadini che hanno il bisogno di sentirsi più protetti, infatti alta é la percezione collettiva di essere avvolti dalla micro criminalità e di vivere in un
Ambiente insicuro.
La sicurezza è un bene comune come l’aria, l’acqua, l’ambiente e,come tale, ha bisogno di essere costantemente curato, mantenuto e protetto da TUTTI.
Ho quindi sempre proposto di curare il bene “sicurezza” regolamentando i modi di accesso agli spazi urbani, a definendo i comportamenti socialmente accettabili, rafforzando attraverso la condivisione, l’azione istituzionale proprio nei confronti di quegli spazi cittadini dove l’esigenza di tutela  del quieto vivere è più marcata, installando più telecamere di sorveglianza, migliorando l’illuminazione, organizzando attività culturali e di trattenimento dando così un segnale di presidio dei luoghi e di legalità.
Ho rappresentato  che, sulla base del principio di sussidiarietà, vi sono già cittadini – ex appartenenti alle forze di polizia con precedenti professionali adeguati- che si sono proposti come soggetti attivi nella lotta contro il degrado e il disordine sociale , preziosi alleati nell’attività di prevenzione e di garanzia di quei medesimi beni comuni come la sicurezza urbana.
Ora non mi resta che fare appello alla coscienza dei genitori, cittadini di Rovigo, che forse non sanno cosa fanno i loro figli la sera:
• ai quei genitori che si sono fatti condizionare dall’ambiente sociale, che lasciano trascinare i loro figli dall’esempio degli altri, che si difendono dietro la comoda giustificazione “ma è una ragazzata”, oppure “ho avuto una infanzia infelice e voglio che mio figlio non passi quello che ho passato io”;
• a quei genitori che, osservando bene il comportamento dei loro figli si accorgono che, se hanno preso una strada sbagliata, se hanno compiuto un errore, anche gravissimo, danno la colpa agli altri, non se ne assumono la responsabilità nè la fanno assumere ai loro figli, specie quando questi dicono che vogliono provare delle esperienze straordinarie con la droga, l’alcol, lo sballo, le bravate in centro storico;
• a quei genitori che accusano le scuole medie e superiori di finire all’ una del pomeriggio e di non offrire un doposcuola, lasciando così i figli ad instupidirsi davanti alla televisione o ad abbruttirsi in sessioni infinite di chat e like, tollerando che questi sistemi di comunicazione diventino i regolatori della vita dei loro figli.
Ma se la famiglia, da sola, non ce la fa più ad educare i figli alla legalità, la scuola perde credito ogni giorno, anche sotto i colpi di genitori che difendono i loro figli “a prescindere”.
Oggi più che mai si ripropone il problema dell’autorevolezza dell’insegnante per poter essere guida per le nuove leve.
Un tempo fare l’insegnante era un’attività autorevole e rispettata. Ben pochi ragazzi sognano oggi di fare l’insegnante; hanno altre aspirazioni: diventare un calciatore, un cantante, andare ad “Amici” o ad “X Factor”, o comunque  espletare attività che portano soldi, notorietà, fama: l’unica cosa che si cerca in Facebook.
L’insegnante è disprezzato perché si trova all’estremo opposto. Non lo conosce nessuno, i genitori lo trattano molto spesso con sufficienza.
Si pensa che l’insegnate sia portatore di sole conoscenze specialistiche, ma egli dovrebbe avere una visione ampia, essere ricco sia culturalmente che sul piano umano; dovrebbe essere un maestro, una guida e un leader perché i suoi alunni devono crescere aprendo la loro mente fino ad acquisire la disciplina per sapersi creare un futuro e per saper vivere nel rispetto delle regole della comunità.
Solo un’alleanza sinergica, forte e reciprocamente rispettosa dei propri compiti e competenze tra scuola e famiglia potrebbe far capire a quei “bravi ragazzi”,che animano disturbando e delinquenziando   le giornate della nostra tranquilla città, che tutti abbiamo il diritto di divertirci, ma nel rispetto delle regole e della legge..
Il tutto con l’auspicio  che, grazie all’esperienza del Commissario IZZO, sempre più si intervenga con azioni di prevenzione e di controllo su Piazza XX Settembre e i giardini due Torri, utilizzando anche le pattuglie  in borghese a piedi”.

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.