05 Aprile 2019 17:09

LENDINARA

Sit in di protesta contro l’ampliamento della discarica di Sant’Urbano

Dieci comuni e tre comitati dicono no alla ristrutturazione presentata da Gea: Adige a rischio Pfas


SANT’URBANO – I comitati Terre Nostre, Lasciateci respirare e L’altra Este hanno organizzato un sit-in di fronte al municipio di Sant’Urbano per dire no all’ampliamento di 995 mila metri cubi della discarica e la sospensione delle autorizzazioni per il trattamento di pfas. Il ritrovo è previsto sabato 6 aprile per le 15.30.

La discarica di Sant’Urbano nasce nel 1989 in prossimità dell’Adige, il progetto iniziale prevedeva 1 milione di metri cubi di discarica protetti da un metro di spessore di argilla per preservare le acque dell’Adige. La discarica era destinata a rifiuti non pericolosi di tipo urbano. A trent’anni di distanza la realtà è ben diversa. La discarica è già stata autorizzata a ricevere fanghi contaminati da pfas e ora si vorrebbe ampliarla fino a raggiungere un volume di cinque milioni di metri cubi.

A destare la preoccupazione di dieci sindaci, comitati e cittadini è proprio la presenza di pfas nella discarica. I pfas sono molecole di carbonio a catena corta che non vengono trattenuti dai filtri a carbone attivo al momento utilizzati per la depurazione. Il dibattito sulle ripercussioni sulla salute dei pfas a catena corta è ancora aperto, ma i primi studi dimostrano un accumulo soprattutto in fegato, polmoni, ossa, rene e cervello.

I pfas, resistendo al trattamento ai carboni attivi, possono facilmente contaminare il vicino Adige, trasformandosi in un pericolo concreto per tutti i cittadini che accedono a questo bacino d’acqua. “A proteggere la discarica dovrebbe esserci il metro di argilla – afferma Moreno Ferrari, del comitato Terre Nostre – ma trattandosi di una misura predisposta trent’anni fa non sappiamo se oggi sia ancora intatta”.

La paura è innanzitutto per il danno ambientale e per la salute dei cittadini. Per questi i sindaci di Vighonzo d’Este, Villa Estense, Vescovana, Piacenza d’Adige, Masi, Castelbaldo, Granze, Baone, Lusia e Badia Polesine assieme ai comitati e hai cittadini hanno deciso di prendere posizione contro l’ampliamento della discarica da parte di Gea, la società che gestisce il sito.

 

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.