13 Aprile 2019 13:30

ROVIGO

Schede ospedaliere, Polesine in rivolta. Azzalin: “Programmazione sociosanitaria sbagliata, la Lega promette e non mantiene”

Molti i politici scesi in piazza per protestare contro i tagli della Regione Veneto


ROVIGO – “Non è solo il Polesine che sta protestando per le schede ospedaliere, ma è una rivolta dell’intero Veneto, segno che la programmazione prevista con il nuovo Piano sociosanitario è sbagliata: la Lega che promette tutto a tutti, non mantiene gli impegni. E in particolare ha penalizzato Rovigo e la sua provincia, approfittando del silenzio compiacente dei suoi esponenti locali”. A dirlo è Graziano Azzalin, che questa mattina, insieme al candidato sindaco del centrosinistra per Rovigo Edoardo Gaffeo, ha partecipato alla giornata di mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil con presidi ad Adria e Trecenta, confluiti nella manifestazione unitaria davanti alla Cittadella sociosanitaria del capoluogo polesano.

“La riforma delle Ulss doveva portare a dei risparmi che sarebbero stati investiti sul territorio, invece con la nascita dell’Azienda Zero non ci sono stati benefici. Anzi. E la programmazione successiva ha aggravato la situazione – continua  Azzalin – la specificità per il Polesine non è uno slogan vuoto, va riempito con organici e servizi, altrimenti è a rischio la sanità pubblica. Le schede penalizzano sia Trecenta, che perde Terapia intensiva, che Adria dove sparisce l’apicalità di Chirurgia e Urologia. Ma anche sull’ospedale di Rovigo non c’è chiarezza: il riconoscimento di hub provinciale deve essere confermato dai fatti, non bastano le parole. E in quest’ottica è fondamentale il ruolo dell’amministrazione comunale, che non può essere ‘agnostica’, come è stato negli anni a guida centrodestra con le due esperienze fallimentari di Piva e Bergamin nelle quali il tema della sanità è stato completamente ignorato, è invece una questione fondamentale”.

“È indispensabile che il Comune capoluogo faccia sentire la propria voce con la Regione – conclude –  difendendo il ruolo dell’ospedale. Negli ultimi anni, invece, c’è stato un disinteresse totale ed ecco i risultati”.

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