25 Aprile 2019 18:39

IL CASO

Rovigo calcio, scoppia la guerra in famiglia

Il vicepresidente Cittante: "Prima squadra senza risorse". Il patron Calabria: "Dichiarazioni inopportune, presto nuovo riassetto societario"
Il presidente del Rovigo, Giuseppe Calabria


ROVIGO – Scoppia la guerra in famiglia ai vertici del Rovigo calcio, tra il presidente Giuseppe Calabria e il vicepresidente (nonché detentore della delega al settore giovanile) Antonio Cittante. L’oggetto del contendere riguarda alcune dichiarazioni di Cittante, rilasciate durante il torneo giovanile “Città di Rovigo“, svoltosi a Pasquetta, nelle quali ha definito “senza programmazione e risorse” la società nata nell’estate 2018 in seguito all’avvento a Rovigo del Boara Pisani, che milita in Prima categoria (e, dopo 29 giornate, si trova al secondo posto). Va ricordato che prima squadra e vivaio mantengono due strutture societarie differenti. Evidentemente in conflitto tra loro.

I giocatori del futuro Rovigo vanno costruiti dal basso e in casa – le parole di Cittante – attraverso una programmazione di medio-lungo periodo. Ed è ora di finirla con la politica che determina la via, con suggerimenti non richiesti”. Chiaro il riferimento alle manovre della precedente Amministrazione Comunale, (regista del passaggio del Boara Pisani a Rovigo, per mezzo dell’attività dell’ex vicesindaco Andrea Bimbatti) e, nell’estate 2017, della meteora Città di Rovigo, società naufragata nel campionato di Terza categoria e retta per qualche mese da imprenditori bresciani (arrivati sotto l’egida dell’ex assessore allo Sport Luigi Paulon).

Parole al vetriolo, che denotano profonde divisioni tra le due società, rimaste separate anche dopo la nascita del ‘nuovo’ Rovigo la scorsa estate. Alle quali Calabria ha risposto con un comunicato altrettanto duro. “Trovo molto triste utilizzare per fini politici un evento giovanile, a cui per l’ennesima volta non sono stato invitato – attacca il presidente – attaccando la passata amministrazione e le persone che hanno contribuito a riportare una dignità calcistica alla città di Rovigo. Evento nel quale ai microfoni dello stadio il signor Cittante si faceva annunciare come presidente. L’operazione creata la scorsa estate (alla quale tutti hanno liberamente aderito), ha portato innegabili benefici a tutte le parti coinvolte.
In primis alla città, che ha nuovamente una prima squadra che quest’anno ha regalato risultati sportivi insperati ricreando entusiasmo e tifo organizzato al Gabrielli. E al settore giovanile, il quale può finalmente trovare un terminale alla filiera, che prima si fermava
alla categoria Allievi, facendo accrescere il valore economico del loro movimento”.

“Trovo molto sospette – continua Calabria – le tempistiche di queste dichiarazioni, chiedendomi chi veramente ci sia dietro ad esse. In particolare in un momento in cui ero stato avvicinato dallo stesso Cittante con un progetto per portare avanti, finalmente, la struttura come un’unica società. Un progetto per il quale sarei stato disposto a fare un passo di lato, nominando Cittante amministratore delegato, con l’unico intento di porre fine alla continua suddivisione che il settore giovanile ha voluto mantenere fin dall’inizio sotto tutti i punti di vista. Il mio unico interesse è l’aspetto sportivo, volendo riportare la prima squadra nelle categorie che merita e cercando di creare un settore giovanile con squadre di livello regionale e nazionale come nel recente passato. Come è emerso dalle dichiarazioni, gli obbiettivi sono ben diversi e per questo sono già al lavoro per dare un nuovo assetto societario, attraverso l’entrata di nuove figure che possano garantire maggiore solidità all’operazione. Ringrazio tutte le persone che mi hanno dimostrato sostegno e supporto in queste ore, assicurando che continuerò a dare il mio massimo impegno per mantenere quanto dichiarato e promesso”.

Dunque Calabria non lascia ma raddoppia, promettendo un rafforzamento dell’assetto societario e smentendo inoltre le voci per le quali i giocatori del Rovigo sarebbero da settimana in attesa dei rimborsi spese. “Se fosse vero non verrebbero più ad allenarsi”, la replica di Calabria. Di certo questa querelle getta nubi e inquietudini sul futuro del Rovigo, che da anni non trova stabilità. Per non parlare della serenità della prima squadra, che in queste settimane si giocherà tramite i playoff il salto in Promozione.

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