13 Aprile 2019 13:27

LA MANIFESTAZIONE

“Non siamo cittadini di serie B, garantiteci il diritto alla sanità”

Le richieste di sindacati, sindaci e cittadini alla Regione Veneto che ha modificato le schede ospedaliere penalizzando il Polesine


ROVIGO – CGIL, CISL e UIL assieme ai sindaci e ai cittadini hanno deciso di far sentire la propria voce, questa mattina, 13 aprile, davanti alla Cittadella Socio Sanitaria di Rovigo. Si tratta di un’ulteriore azione congiunta da parte di autorità, sindacati e lavoratori per ribadire che il Polesine non ha intenzione di accettare i cambi delle schede ospedaliere previsti dalla Regione Veneto.

Tra le file delle persone accorse si sente l’urgenza e l’impellenza della questione, si sente la rabbia per una misura ingiustamente imposta dall’alto.

Presenti, oltre ai rappresentanti dei sindacati CGIL, CISL UIL anche molti sindaci polesani e i due consiglieri regionali Patrizia Bartelle e Graziano Azzalin.

La consigliera appartenente alla quinta commissione, Patrizia Bartelle, durante la manifestazione prende la parola e afferma: “Oggi sono qui, e vedo un Polesine unito compatto per la prima volta. Come ben sapete appartengo alla quinta commissione e ho seguito le vicende del Polesine dal principio. Quella che ci propongono con le schede ospedaliere è la sanità del futuro prossimo, ed è un futuro che non ha a cuore la sanità pubblica. In Veneto non mancano i soldi, i soldi ci sono ma sono usati in maniera incongruente. Il Polesine non deve più essere considerato una Regione di serie b”. Graziano Azzalin rincara la dose: “Non è solo il Polesine a protestare oggi, si sta protestando un tantissime città. La programmazione socio sanitaria in questo paese è stata sbagliata. Per questo è necessario che si faccia una battaglia su due fronti: perché ci venga riconosciuto ciò a cui abbiamo diritto e perché non ci venga portato via. Dobbiamo continuare a lottare perché altrimenti verremo di nuovo penalizzati”.

La necessità di avanzare compatti è espressa anche da , Presidente della conferenza dei sindaci USL5 che dice: “Siamo qua tutti, uniti con un unico documento. Dobbiamo avere la consapevolezza che il nostro territorio deve avanzate unito, e l’azione deve essere continuativa, non solo oggi”.

A prendere poi la parola è Omar Barbierato, sindaco di Adria: “Abbiamo poche ore per far cambiare idea alla Regione. Ognuno di noi deve prendersi l’impegno di far conoscere a tutti i cittadini le conseguenze delle decisioni della Regione. Stanno uccidendo la sanità pubblica. Levando l’ospedale spoke di Adria nel raggio di 100 km non avremo neanche un ospedale spoke, mentre tutti gli altri cittadini del Veneto ne incontrano un paio nel raggio di 25 km. Vogliamo lo stesso diritto alla sanità di tutti gli altri cittadini del Regione”.

Durante la manifestazione non mancano le polemiche di chi crede che a rispondere all’appello non siano stati abbastanza sindaci. Ma la risposta delle autorità è compatta, “Il Polesine va salvato tutti assieme, anche per quelli che oggi non sono qui”.

Le richieste di chi oggi ha manifestato in Cittadella sono chiare: il Polesine deve vedersi garantito lo stesso diritto alla sanità di tutte le altre aree del Veneto. “E bisogna agire adesso, – ribadisce il primo cittadino di Trecenta, Antonio Laruccia, dove il San Luca è fortemente penalizzato dalla nuove schede – i nostri cittadini non possono essere cittadini di serie b”.

La data di approvazione delle schede ospedaliere incombe sul futuro della sanità del Polesine, ma questo non ferma né i sindacati, né i sindaci, né i cittadini. La volontà, infatti, è quella di far sentire la propria voce fino alla fine, andando a Venezia.

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