04 Aprile 2019 07:00

POLITICA

“Non è una politica per giovani”

Fra speranze e delusioni, la gioventù polesana fatica ad entrare nella stanza dei bottoni: le testimonianze


ROVIGO – Manca sempre meno alle elezioni comunali del capoluogo polesano. Ogni lista che si rispetti è alla ricerca, se non li ha già trovati, di due o tre giovani da candidare per il consiglio comunale. Purtroppo, però, l’amministrazione rodigina pare essere appannaggio di pochi giovani, prevalentemente eredi di tradizioni politiche familiari. Come mai scarseggia la presenza di giovani impegnati politicamente senza essere “figli d’arte”? Lo abbiamo chiesto direttamente a quei giovani, che invece, hanno scelto di scendere in campo per la propria comunità.

“Come nella politica degli adulti allo stesso modo in quella dei giovani ci sono sempre le stesse persone, ragazze e ragazzi già inseriti in queste dinamiche – dichiara Giacomo Gasparetto, presidente del Forum dei giovani del comune di Rovigo -. Come in ogni ambiente, purtroppo, c’è chi fa e chi ‘delega’ agli altri. Manca un passaggio di testimone dai ‘vecchi’ ai giovani: i primi tendono a concedere poche opportunità, i secondi raramente hanno l’attitudine a emergere. Da anni nel nostro territorio vengono organizzate esperienze positive in questo senso, come la scuola di partecipazione politica, ma c’è differenza fra studiare la politica e applicarla concretamente. Eventi con grande partecipazione giovanile, come il recente Fridays For Future, purtroppo vengono spesso strumentalizzati; invece, secondo me, dovrebbero essere elementi di coesione nell’ambito delle politiche giovanili. Io sono presidente del Forum perché mi è stata data questa opportunità istituzionale,  inoltre posso contare su un affidabile team di persone pronte ad assumersi responsabilità per sostenere giorno per giorno il mio operato. A mio modesto parere bisognerebbe mettere alla prova i giovani. Siamo apprezzati solo per la nostra età anagrafica o anche perché sappiamo applicare le nostre conoscenze con abilità e competenza?”.

“I giovani e la politica, due cose sempre più distanti – esordisce invece Kevin Maneo, giovane attivista politico rappresentante del liceo Celio Roccati -. Ormai i giovani che scelgono di fare politica o anche solo di seguirla sono sempre meno, non ci credono più. Questo anche a causa della scuola, spesso disinteressata ai temi di attualità, ma soprattutto per colpa dei partiti, che fanno sempre meno per i giovani, le cui sezioni sono ridotte ad attacchini di partito. La politica è roba per ‘vecchi’, viene vista in modo totalmente negativo quasi fosse un crimine. Un giovane che fa politica viene immediatamente etichettato come poltronaro e la cosa più peggiore è che spesso gli viene detto di lasciar perdere e occuparsi di altro, che la politica è cosa da grandi”.

“Dal mio punto di vista – dichiara Angela Scorzoni, studentessa rodigina attiva in città con la società Dante Alighieri – i giovani impegnati non sono pochi, ma sono sempre gli stessi, complice anche il disinteresse di molti studenti. Chi è attivo nella vita sociale tende a dedicarsi anche alla ‘cosa pubblica’, con una propensione a destra per quanto riguarda la politica ‘in senso stretto'”.

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