09 Aprile 2019 14:21

EDILIZIA

L’appello dell’Ance: “Il Polesine deve rinascere: in dieci anni si sono chiuse 450 aziende”

Il presidente Paolo Ghiotti spiega gli obiettivi del manifesto che faranno firmare ai politici del territorio


ROVIGO – Un appello ai politici, attuali e futuri, che guidano il Polesine. Questo quello che l’Ance Rovigo vuole rivolgere agli amministratori, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, mettendo a disposizione la propria visione di urbanistica, in quanto associazione di costruttori, per costruire insieme un futuro migliore. E’ stato costituito infatti un tavolo tecnico tra aderenti all’Ance per trovare soluzioni in grado di inserire il Polesine nei processi di crescita e di trasformazione oggi in atto attraverso la promozione di un processo virtuoso basato sull’impegno comune e una visione positiva di futuro.

Le richieste sono arrivate dopo un’analisi dei dati: in Polesine in 10 anni le aziende edili sono passate da 817 a 367, il numero di lavoratori da 4640 a 1976, il monte salari è diminuito del 53% e le ore lavorate del 62%.

Questa mattina, alla presenza di Guido Pizzamano, presidente del Consvipo, e Alfredo Martini, direttore di Civiltà di Cantiere, l’Ance, guidata dal presidente Paolo Ghiotti ha voluto presentare le proprie richieste alla comunità. “Chiediamo agli amministratori di ascoltare la nostra voce, come realtà economica che negli anni si è purtroppo decimata, ma l’urbanistica è ancora fondamentale per la qualità di vita di ogni cittadino – spiega Ghiotti -. Il nostro territorio deve iniziare a saper cogliere le opportunità che vi si presentano, che possono essere finanziamenti pubblici o privati, per crescere e imparare a crescere. Per questo organizzeremo una serie di incontri con i candidati sindaco di Rovigo e del Polesine, che saranno invitati a firmare il nostro manifesto in un momento di comunicazione e confronto”.

Gli obiettivi dell’Ance sono quelli di “Rinnovare l’identità territoriale – spiega Ghiotti -, facendo un salto di qualità per cambiare il valore attribuito al nostro territorio. Dobbiamo valorizzare la nostra vocazione, che è quella logistica, facendone identità. Secondo punto la rivalorizzazione dei fabbricati dismessi: in Polesine, come in Italia, il 60% delle costruzioni è antecedente agli anni ’70, che significa che sono stabili energivori: vanno risistemati e qualificati con una visione a lungo termine. Serve poi attenzione al tessuto imprenditoriale locale, tutelando le imprese del Polesine che significa tutelare posti di lavoro”.

In poche parole, quello che l’Ance chiede è di far rinascere Rovigo e il Polesine, colpito da un grande calo demografico. E l’edilizia ha un grosso peso sulla vita di tutti i giorni, dalle abitazioni in cui si va a vivere alla viabilità cittadina.

 

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