11 Aprile 2019 20:11

CULTURA

“Io e Marcellino”: una storia di amore e umanità senza limiti

Marco Bottoni presenta il suo libro in cui racconta di un bambino mai cresciuto ed amato da tutto il paese


ROVIGO –  “Mi vuole intervistare? Ah, va bene ma guardi che mia moglie è qui ed è gelosa”. Così ci accoglie il dottor  Marco Bottoni, ironico e sorridente, autore del libro “Io e Marcellino” (Ed. Montedit). Un sorriso contagioso che non si spegne mai, neanche mentre ci racconta del suo libro.

Io e Marcellino è il racconto fantastico di una storia vera” così definisce il suo libro e prosegue – e tratta della storia di un uomo, Marcellino, che io ebbi modo di conoscere durante la mia professione di medico a Castelmassa.  Lui aveva 50 anni, ma era come fosse stato un bambino di 5: a causa di un ritardo mentale, Marcellino era fermo a quell’età.”

Marco ci racconta che Marcellino viveva con l’anziana madre, ma che quando questa morì, per l’uomo-bambino fu un trauma terribile: smise di mangiare, di curarsi, di lavarsi, di parlare. Smise di vivere e nessuno se ne prendeva cura. Il dottore, all’ora poco più che trentenne, con moglie (quella gelosa!) ed un figlio di appena 5 anni, interpellato dalla gente di paese, decise di intervenire. “Presi Marcellino, lo misi sotto la doccia, gli diedi un piatto di minestra calda pensando, con questa mia azione da boy-scout, di aver risolto il problema. Ma non misi in conto la frase di mio figlio che mi disse: papà, ma Marcellino viene anche domani a pranzo da noi? Lì per lì non gli risposi ma quel bambino di 5 anni, nella sua ingenuità, mi fece capire che avevo l’obbligo morale di fare di più”.

Ed è da qui che è nata la splendida storia di amicizia, di amore, di rispetto e di grande umanità tra Marcellino e Marco. Marcellino e Marco: due uomini dove chi fa il padre è più giovane di chi fa il figlio, dove l’amore non viene dal vincolo di sague ma da un messaggio che l’universo ha messo tra le parole di un bambino di 5 anni, dove tutto sembra capovolto, ma tutto è stato assolutamente perfetto.

“La mia vita è molto cambiata grazie a Marcellino – ci dice emozionato l’autore – lui mi ha dato, anzi ci ha dato tanto. Ha donato più lui a noi che noi tutti messi insieme. E’ stata una cosa sconvolgente ma allo stesso tempo davvero preziosa: non potrei immaginare la mia vita e quella della mia famiglia senza Marcellino“.

E conclude: “Marcellino era convinto di essere un ingegnere! Si era creato una sorta di Paese delle Meraviglie dove viveva in allegria e spensieratezza. Se c’è una cosa che ho imparato da lui è il vivere qui ed ora: come tutti i bambini lui si preoccupava solo del presente e lo sapeva assaporare fino in fondo. Marcellino amava la vita, non ne sprecava neanche un minuto e te la faceva amare e ti faceva capire che i suoi veri valori non sono i soldi e la posizione sociale che hai. No, esistono altre ricchezze e valori di cui io sento una grande nostalgia e tutti quelli che lo hanno conosciuto ne sentono la nostalgia.”

Marcellino, un bambino dentro il corpo di un uomo, che non si è mai fatto sfiorare dal rancore nè dal rimorso, un uomo che ha vissuto nel suo splendido mondo insegnando a noi quali sono le cose davvero importanti.

Dopo la scomparsa di Marcellino, tutto il paese di Castelmassa non ha dimenticato quel bambino mai cresciuto, ed ha dedicato a lui un torneo di calcio e un concerto rock. Inoltre, la vendita del libro contribuisce alla raccolta fondi per finanziare una borsa di studio in suo onore per i ragazzi del paese.

Quando il bene porta altro bene: un libro da leggere per imparare a riprendere un po’ quel senso della Vita che, troppo spesso, smarriamo.

E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica”.
(Friedrich Wilhelm Nietzsche)

Martina Romagnolo

 

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