15 Aprile 2019 17:00

TAGLIO DEL NASTRO

Inaugurato il nuovo presidio sanitario in carcere: fiore all’occhiello del Veneto

Alla presenza del sottosegretario ministeriale alla Giustizia, aprono i nuovi locali che ospiteranno fino a 15 detenuti al giorno


ROVIGO – Rovigo ha inaugurato proprio oggi, lunedì 15 aprile, la prima sezione di assistenza riabilitativa per i detenuti degli istituti penitenziari del Veneto, che necessitano di trattamenti fisiatrici per patologie ortopediche. Un’eccellenza in Italia, il cui taglio del nastro è avvenuto oggi all’interno della casa circondariale di Rovigo, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin e il sottosegretario di Stato per la Giustizia Jacopo Morrone, insieme al Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, al Provveditore Regionale Enrico Sbriglia e ai vertici della Regione del Veneto, oltre che al direttore dell’Ulss 5 polesana Antonio Compostella.

Radioterapia, laser, riabilitazione, magnetoterapia, ultrasuoni, elettroterapia, palestra: vari ambulatori, tutti collegati telematicamente alla Cittadella sanitaria, dove presteranno servizio un medico fisiatra e due fisioterapisti del servizio sanitario regionale che potranno assistere fino a 15 detenuti al giorno. Un servizio importante se si considera che tra i detenuti molti registrano anche incidenti o condizioni fisiche che richiedono riabilitazione. Il tutto si unisce al presidio medico già esistenze all’interno del carcere, dove sono in servizio sei medici oltre che alla responsabile dell’Unità Operativa Gabriella Rossi.

La nuova struttura specializzata della sanità penitenziaria regionale consentirà di rispondere in modo appropriato ai bisogni di riabilitazione fisiatrica degli oltre duemila detenuti nei nove istituti penitenziari del Veneto, evitando i disagi e i costi delle traduzioni delle persone recluse presso strutture ambulatoriali esterne al carcere, con effetti positivi anche sulle liste di attesa dei cittadini veneti.

“A oggi la popolazione carceraria a Rovigo è di 179 unità – spiega il direttore del carcere, Claudio Mazzeo -. Prestano servizio circa 80 agenti, che speriamo aumentino anche a fronte del nuovo servizio, in modo da rispondere alle esigenze del territorio e soprattutto ottimizzare il grande spazio che abbiamo a disposizione”. Nella casa circondariale, infatti, un piano è ancora chiuso proprio a causa della carenza di personale, che corrisponde a un 23%. “Sono lieto però di inaugurare un servizio di questa portata, che ci colloca tra le prime carceri in Italia e che fa implementare il servizio che offriamo e il collegamento con il territorio che ci ospita”.

Soddisfatto anche Jacopo Morrone, Sottosegretario di Stato per la Giustizia: “Devo dire che è uno dei carceri più efficienti che io abbia mai visitato – spiega -. Una struttura bella ed efficiente non va solo a favore dei detenuti e dello scopo di riabilitazione alla società del carcere, ma anche per tutto il personale che ci lavora all’interno e che trascorre quì ore della propria vita. Ringrazio il presidente della Regione, Zaia, per l’attenzione che ha dimostrato a questo settore”.

Con lui, Francesco Basentini, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: “In questo modo i carcerati non dovranno più essere trasportati in ospedale o in altre strutture, potendo rimanere all’interno della casa circondariale per ricevere cure. Si aumenta quindi anche la sicurezza e il dispendio di energie del personale per i trasferimenti”.

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