19 Aprile 2019 15:51

SANITA'

Il futuro della sanità in Polesine non è ancora deciso: incontro tra vertici e sindaci

Compostella smentisce gli allarmi per il 118: ci sarà un'auto con paramedici a bordo


ROVIGO – Nella mattinata di venerdì 19 aprile al Palazzo della Provincia in via Celio si è tenuto un incontro per fare il punto sulla sanità nel Polesine.

Presenti alla conferenza stampa l’assessore Cristiano Corrazzari, il direttore generale Antonio Compostella, il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, il sindaco di Adria Omar Barbierato, il presidente della Conferenza dei Sindaci Franco Vitale e il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara. Una conferenza indetta, come fa notare il Presidente Ivan Dall’Ara, perché anche le Province sono state oggetto di audizione da parte della V Commissione e hanno portato le istanze che sono state discusse all’interno della Conferenza dei Sindaci. La V Commissione si riunirà la prossima settimana per prendere in esame le schede e valutare le sue decisioni in merito.

Il direttore generale, Antonio Compostella, fa un quadro generale della situazione: “La proposta delle schede che è in discussione prevede, per il Polesine e l’Aulss 5, alcuni elementi sicuramente positivi. Vale a  dire la conferma del ruolo hub Rovigo e delle sue altre specialità con l’aggiunta anche di un paio di apicalità, il potenziamento su tutte le tre strutture ospedaliere dei letti di area medica. C’è poi una certa criticità per l’ospedale di Adria, soprattutto per quanto riguarda l’area chirurgica dove non sono state confermate le apicalità di chirurgia generale e urologia, mentre è rimasta quella di urologia. Oltre a questo, nella proposta delle schede, non sono più presenti posti letto degenza ordinaria in area chirurgica. In sede di V commissione le richieste essenziali sono state: per quanto riguarda Rovigo, la conferma dell’apicalità di neuroradiologia, non prevista nelle schede. Questa di neuroradiologia è un’apicalità importante perché essendo hub, c’è un poll di interventistica endoluminale dove la radiologia svolge un ruolo importante. – Compostella continua – Per quanto riguarda Trecenta, le richieste hanno riguardato il ripristino posti letto di terapia intensiva, importanti sia per il territorio dell’Alto Polesine sia perché in situazioni di emergenza, l’ospedale di Trecenta diventa una valvola di sfogo per Rovigo. Per Adria, è stato richiesto il ripristino dell’apicalità di chirurgia e urologia, assieme al ripristino 15 letti chirurgia, previsti per week e day surgery per degenza ordinaria. C’è anche un’altra richiesta relativa alla psichiatria. Oggi noi abbiamo due degenze, a Trecenta e ad Adria. Abbiamo chiesto alla Regione di convogliare le degenze di psichiatria, che sono 24, in un’unica sede, quella di Rovigo, data la sua posizione baricentrica”.

La parola successivamente passa al presidente della Conferenza dei Sindaci, Franco Vitale che ringrazia la Provincia per aver creato un ulteriore momento di attenzione verso la situazione dell’Aulss 5: “Abbiamo sottoscritto un documento proprio per portare all’attenzione della V Commissione le criticità dei nostri ospedali. Da parte nostra continuiamo a fare un’azione di attenzione verso la Regione, perché è un momento importante ed è fondamentale per la cittadinanza della nostra Provincia riuscire a mantenere i riferimenti ospedalieri”.

Successivamente intervengono i sindaci di Trecenta e Adria. Il primo cittadino Antonio Laruggia ribadisce il rischio in cui incorre l’ospedale di Trecenta perdendo l’apicalità di chirurgia: “Il rischio è quello che l’ospedale diventi un centro riabilitativo di medio basso profilo. Su questo piano, l’azione che deve essere svolta è a livello politico perché la volontà politica è l’unica che può decidere in che direzione andare. Nel San Luca, in questi anni, si vede un decadimento continuo e costante della qualità dei servizi sanitari, non perché non riesca a servire il bacino di utenti di Trecenta, ma perché gli fanno riferimento altri 26 comuni con 80mila abitanti”.

Anche il primo cittadino di Adria, Omar Barbierato ribadisce l’importanza della conferenza e dell’importanza della presenza dell’assessore Corrazzari, unica persona in grado di intervenire, in quanto espressione del territorio e chiamato a fare una scelta politica. Barbierato continua: “Quello che abbiamo visto in questi anni è stato un depauperamento dell’ospedale e della sanità adriese, ci sono state levate sei apicalità su 13, è la metà praticamente”. In seguito, l’appello diretto all’assessore: “Se non rimangono forti le strutture pubbliche, lo svuotamento del territorio colpirà anche le strutture private, in cui si sta investendo, che perderanno il bacino di utenti”.

Infine a prendere la parola è l’assessore Cristiano Corrazzari, che ribadisce l’importanza di entrare nel merito dei problemi senza strumentalizzarne la realtà. “Siamo una provincia piccola e giocoforza dobbiamo avanzare uniti su questi temi. Convengo con le richieste formulate dalla Conferenza dei Sindaci e l’analisi fatta da Antonio. Quello che posso dire in questa sede è che la proposta non era una proposta blindata, ma può ancora essere oggetto di approfondimento, di studio e di modifiche. Mi sbilancio nel dire che abbiamo già ricevuto delle rassicurazioni e ci sarà una sensibilità nella direzione di quanto richiesto. Voglio sottolineare che a noi interessano i servizi ai cittadini, il livello di questi servizi e la buona organizzazione della sanità pubblica. Va anche detto che una provincia come la nostra presenta fragilità accentuate, in primis l’alto numero di anziani, per il calo drammatico popolazione e il fatto di avere servizi sanitari adeguati è vitale, anche per un rilancio della provincia. – l’assessore continua – Bisogna prendere in esame anche il rapporto pubblico privato. Il Veneto, infatti, è la dimostrazione che il pubblico può garantire servizi di elevato livello. Il pilastro è la sanità pubblica che collabora con privato con un regime di complementarietà. Il pilastro è e deve restare il pubblico. Ricordo anche che la Regione eroga per cittadino una quota pro capite molto più elevata di spesa sanitaria rispetto ad altre province, proprio perché fare sanità in Polesine è più complicato a causa della dispersione territoriale”.

Infine l’assessore ricapitola cosa succederà d’ora in poi: “Ora l’iter prevede che la Commissione, raccolte le istanze dei territori, faccia una sintesi e assuma le proprie determinazioni. Questo avverrà la prossima settimana, probabilmente nella giornata di martedì. A fronte di questo, poi, la delibera modificata dalla Commissione tornerà in Giunta per essere assunta in modo definitivo. È un passaggio sicuramente delicato che seguiremo e che io credo potrà sciolte alcune delle problematiche che sono state sollevate, principalmente parlando dell’ospedale di Adria che è il punto che merita un approfondimento maggiore”.

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