24 Aprile 2019 20:20

ALLARME

“Il canile di Rovigo sarà esternalizzato e rischia di scomparire”

Nadia Romeo, consigliere uscente, chiede all'Ulss 5 di aspettare che venga eletta la prossima amministrazione prima di prendere la tanto criticata decisione


ROVIGO – “Oltre allo smantellamento del nostro Ospedale Rodigino la regione Veneto e la nostra ASL nel silenzio più assoluto stanno anche smantellando un altro presidio, tra le strutture migliori fiore all’occhiello della nostra amministrazione e di tutta la provincia oltre che a livello nazionale: il canile sanitario“. L’annuncio arriva da Nadia Romeo, candidata con la lista del Pd alle prossime elezioni comunali. Di quanto stava succedendo al canile avevamo già accennato qualche settimana fa, quando era stato indetto il bando per sostituire i cinovigili: LEGGI ARTICOLO. Ma ora, finalmente, sembra che il mondo della politica abbia deciso di intervenire.

ll canile sanitario di Rovigo, che ha aperto nella nuova sede nell’anno 2007, nel tempo si è guadagnato una giusta fama di struttura efficiente che ha saputo fornire un valido servizio a tutti i comuni della provincia. Innovativa la formula adottata a suo tempo, della convenzione fra i comuni (capofila Rovigo), il comune di Rovigo (proprietario della struttura) e l’ASL, che ne ha in carico la gestione. Negli anni il servizio offerto si è andato completando, h.24 per 365 giorni l’anno, in materia di recupero degli animali randagi, lotta al randagismo (progetto sterilizzazione cani e gatti – per anni primi in Veneto), educazione sanitaria attraverso il progetto scuole, collaborazione scientifica (tirocinio degli studenti di Veterinaria della facoltà di Padova).

“Da quest’anno si cambia – spiega la Romeo -: in conseguenza del pensionamento di due dei quattro cinovigili, e la mancata disponibilità di figure sostitutive in ambito aziendale (leggi: non hanno voluto fare concorsi per assumere nuovi operatori) l’azienda ha optato per l’esternalizzazione dell’attività di recupero dei cani vaganti. Non solo il recupero, ha esternalizzato anche le attività di governo dei cani ricoverati in canile. secondo il bando, la ditta vincitrice metterà a disposizione due operatori, per due ore al mattino ed un’ora al pomeriggio (lavaggio gabbie, alimentazione ed abbeverata dei cani)”.

Tutto il resto in termini di servizi resi ai cittadini non si sa che fine farà. “Certamente il canile rischia di cessare di esistere come presidio di riferimento per tutti i problemi di igiene urbana – prosegue Romeo -, cui si rivolgevano cittadini, amministrazioni comunali, forze dell’ordine (pensiamo ai sequestri dei cani importati), magistratura (per i casi di maltrattamento). a rispondere ci sarà una segreteria telefonica. Non è ben chiaro che fine faranno i progetti di educazione sanitaria rivolti alle numerose scuole della provincia. Quasi sicuramente cesserà il rapporto di collaborazione con l’Università di Padova. Il numero di sterilizzazioni per contrastare il randagismo è destinato a ridursi, causa la scarsa presenza del personale di supporto. Infine, ci si chiede che tipo di sorveglianza potrà essere fatta sui cani ricoverati in canile, se il personale delle ditte esterne sarà tenuto ad una presenza di 2 + 1 ora, (che servizio potrà mai essere?) in luogo della precedente organizzazione, che vedeva la struttura presidiata dalle 7 del mattino alle sette della sera.  Tutto questo per garantire un risparmio annuo (dipendenti contro ditta esterna) di poche migliaia di euro”.

E conclude: “Chiedo alla direzione Asl di aspettare la nuova amministrazione prima di prendere decisioni che provocherebbero un danno irrimediabile”.

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